I
 nostri borghi custodiscono gelosamente i reperti romani e piceni, così come le tracce del passaggio di grandi maestri dell’arte italiana e le testimonianze eccelse delle scuole locali: pezzi sorprendenti, che illuminano i tanti musei del territorio, in un ricco itinerario che spazia non solo dall’archeologia all’arte antica e moderna, ma anche dall’etnografia alla storia e alla botanica.

 

 

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Apiro

-Archivio storico San Sebastiano

E’ ubicato in Via Crocefisso e vanta una prestigiosa raccolta di opere storico dal valore inestimabile con testi di carattere storico che vanno dall’anno 1213 fino alla metà del 1900; i testi trattano argomenti che riguardano: l’Antico Regime, la prima Repubblica Romana, il Regno d’Italia Napoleonico, la Restaurazione Pontificia e il periodo dopo l’Unità d’Italia.


Aperto su richiesta
Indirizzo Via Crocefisso
Proprietà: Comunale
-Pinacoteca Comunale

La Chiesa di San Francesco sita nel centro storico di Apiro in Corso Vittorio Emanuele; fu costruita su un preesistente edificio di epoca medievale, originariamente dedicato a San Martino e tra le testimonianze ancora visibili dei materiali reimpiegati, si può certamente annoverare il portale d’ingresso in stile romanico, ascrivibile al XIII secolo e ricco di elementi decorativi.


Aperto su richiesta
Chiesa di S. Francesco
Indirizzo C.so Vittorio Emanuele, III
Telefono +39 0 733 611 623
Proprietà: Comunale
-Raccolta Sant’Urbano

La seicentesca raccolta è conservata nella sacrestia della Collegiata nel cui interno barocco di forme neo-cinquecentesche sono conservati un organo Callido del 1771 e intagli lignei di Andrea Scoccianti, detto Raffaello delle Fogliarelle (1640-1700).


Orario di visita: - tutti i giorni dalle 9,00 alle 12,00 esclusi i festivi - il sabato mattina dalle 10,30 alle 12,30
Indirizzo Piazza Baldini
Telefono +39 0 733 611 319 (Ermete Mariotti)
Cellulare+39 392 301 766 0
e-mail
Proprietà: Ecclesiastica

Belforte del Chienti

-M.I.D.A.C – Museo Internazionale Dinamico di Arte Contemporanea

Nel Museo sono presenti tutte le forme espressive (pittura, scultura, fotografia, arte digitale, video-arte, ecc.) ed i lavori esposti sono stati realizzati da Artisti di tutto il Mondo.


Indirizzo Ex Chiesa di San Sebastiano
Cellulare+ 39 333 349 547 2
approfondimenti

Bolognola

-Museo delle Bambole

Questa mostra nasce da una storia d’amore, raccontata da tantissime bambole che vi prenderanno per mano e vi faranno fare… il giro del mondo in quattro piani!!
Quattro piani di tradizioni, ricordi, sogni e speranze.


Indirizzo Via Felici - Palazzo Primavera (Villa da piedi)
Cellulare+39 329 394 270 7
approfondimenti
e-mail

Caldarola

-Antiquarium
Antiquarium

Ogni giorno l’acqua del lago di Pievefavera lambisce la riva, scava, corrode gli strati di enorme interesse archeologico delle spiaggette naturali, dove tra ciottoli, i pescatori sostano sopra frammenti fittili: embrici, vasellame vario, pezzi di patene a vernice nera o rossa, frammenti di vasi falischi e ossa umane carbonizzate. Su tutto e tutti è passata la storia. Una storia che oggi è visibile all’interno del torrione esagonale adiacente alla chiesa di Pievefavera.


Aperto su prenotazione
Torre
Indirizzo Pievefavera
Telefono +39 0 733 905 529
Proprietà: Comunale
-Museo Civico della Resistenza
Museo Civico della Resistenza

Il Museo Civico di Caldarola comprende la Pinacoteca della Resistenza, una sezione dedicata alla Caldarola Sistina e sale per esposizioni temporanee. È stato inaugurato nel maggio 1996, dopo la ristrutturazione dei sotterranei del Palazzo dei Cardinali Pallotta, grazie alla preziosa collaborazione del pittore Manuel Campus di Spoleto, con l’aiuto del promoter art Luigi Querin di Tolentino, giovanissimo partigiano a Portogruaro a cui va il merito maggiore della ricchezza artistica del Museo, e di Eustacchio Montemurro già dirigente del Servizio Beni Culturali della Regione Marche.


Aperto su richiesta (da ottobre a maggio); dalle ore15.30 alle ore 18.00 (da giugno a settembre)
Indirizzo Piazza Vittorio Emanuele, II - Palazzo Comunale
Telefono +39 0 733 905 529 (Comune)
Proprietà: Comunale
-Museo di Arte Povera Contadina “Luigi Fagianella”
Museo Arte povera contadina di Caldarola

Nell’antico borgo medioevale di Vestignano, immerso nel verde dei monti Sibillini, si trova il piccolo museo privato di Arte Povera Contadina “Luigi Fagianella” fondato nell’agosto del 2006 dai coniugi Aurora e Betto Sclavi. L’obiettivo del museo è quello di far conoscere la vita quotidiana e il lavoro nelle campagne marchigiane del Novecento; gli oggetti esposti sono circa 1.500.


Prefestivi e festivi dalle 15 alle 18. Gli altri giorni su prenotazione.
Ingresso gratuito
Indirizzo Via Castello,s.n.c. - Vestignano
Fax +39 0 733 905 219
Cellulare+39 335 530 587 9
approfondimenti
e-mail

Camerino

-Museo di Scienze Naturali

Il Museo di Scienze Naturali dell’Università di Camerino è stato istituito allo scopo di promuovere la ricerca scientifica, la divulgazione e la didattica museale legate alla Natura delle Marche e dell’Appennino centrale.


Apertura in estate: lunedì-venerdì 9-13. 15-19. Visitabile anche a richiesta
ingresso gratuito
Indirizzo Piazza dei Costanti
Telefono +39 0737403100
approfondimenti
e-mail
Proprietà: Università degli Studi
-Museo Diocesano “Giacomo Boccanera”

Il Museo diocesano di Camerino, intitolato a Mons. Giacomo Boccanera, quale ideatore primo promotore dello stesso, dopo alcuni anni di chiusura, è stato riaperto al pubblico l’8 dicembre 2004, a seguito dei restauri dovuti ai danni del sisma del 1997 e ai lavori di allestimento finanziati con un contributo Docup concesso dalla Regione Marche.


Aperto dal 1
Ingresso a pagamento, accessi facilitativisite guidate (su prenotazione)
Indirizzo Piazza Cavour, 12
Telefono +39 0 737 630 400 (Curia)
Cellulare+39 338 58 35 046 (visite guidate)
e-mail
Proprietà: Ecclesiastica
-Museo Storico Cappuccino

Il Museo, ubicato all’interno del Convento dei Cappuccini, conserva oggetti d’artigianato, umili oggetti d’arte come stampe, tabernacoli, tutti realizzati con materiale povero, espressione tipica di “arte minore” opera dei frati Cappuccini dal ‘500 ad oggi;si conservano inoltre macchine per scrivere, apparecchi fotografici, macchine per cucire, vasi in terracotta, strumenti di lavoro e strumenti di penitenza.


Il Museo, ubicato nel Convento dei Cappuccini, conserva oggetti d'artigianato, umili oggetti d'arte, tutti realizzati con materiale povero, si conservano inoltre macchine per scrivere, apparecchi fotografici, macchine per cucire, vasi in terracotta, strumenti di lavoro e strumenti di penitenza. Anche l'arte dell'intaglio è ben testimoniata: c'è un bellissimo Crocifisso in legno di bosso del secolo XVIII e tre Crocifissi in avorio dei secoli XVII e XVIII. Nel Museo si possono ammirare incisioni su rame con soggetti mariani e francescani dei sec. XVII-XVIII; oggetti in ceramica e terracotta dei sec. XVII-XIX. Infine due opere interessanti: un Paliotto in cuoio lavorato e dipinto del sec. XVII ed una Deposizione di scuola romana del sec. XVI. Nella piccola Chiesa annessa al Convento, c'è una grande maiolica di Frà Mattia della Robbia (1522 - 1527).
Aperto su richiesta
Ingresso gratuito
Indirizzo Via S. Gregorio, 5
Telefono +39 0 737 644 480
Proprietà: Ecclesiastica
-Orto Botanico

Situato alla base delle antiche mura castellane che delimitano la città e precisamente in corrispondenza del palazzo ducale, l’Orto si trova al di fuori del centro storico vero e proprio, anche se strettamente collegato con esso se non altro per una ragione di continuità.


Aperto dal lunedì al venerdì: mattino dalle ore 9.00 - alle ore 13.00 pomeriggio dalle ore 15.00 - alle ore 17.00 Informazioni e prenotazioni: Tel.+39 0 737 - 403 084
Ingresso gratuito
Indirizzo Viale Oberdan, 2
Telefono +39 0 737 403 084
Proprietà: Università degli Studi
-Pinacoteca e Museo Civici
Pinacoteca e Musei Civici

Il complesso monumentale del Convento San Domenico edificato dopo il sacco svevo del 1259 nel borgo di San Venanzio non ancora recinto da mura e successivamente arricchito di portico dal camerte fr. Antonio Lilli avo dello storico Camillo, è dal 1997, dopo un accurato restauro conservativo, la nuova sede dei musei civici.


Aperto dal martedì alla domenica: dal 1
Ingresso a pagamento; Accessi facilitatiAudioguide, Visite guidate e Laboratori didattici (su prenotazione), BookshopItinerari guidati nel territorio (aprile-settembre su prenotazione)
Indirizzo Piazza dei Costanti
Telefono +39 0737 402309 - 402310
Fax +39 0 737 402311
e-mail
Proprietà: Comunale

Camporotondo di Fiastrone

-Raccolta Parrocchiale di San Marco

Aperto su richiesta
Indirizzo Via San Marco, 5
Proprietà: Ecclesiastica

Castelraimondo

-Museo “Maria Sofia Giustiniani Bandini” – Castello di Lanciano

Il castello realizza oggi una stupefacente ” dimora-museo “, unica nel suo genere per le decorazioni, gli arredi, la ricca collezione di quadri, per il vissuto ad essa impresso dai Bandini e in particolare dall’ ultima titolare, di grandi doti spirituali e culturali. La prima citazione del sito di Lanciano risale al 1240, con privilegio del cardinale Sinibaldo Fieschi, rettore della Marca, concedendolo al comune di Camerino, senza specificare quale fosse la funzione e l’ utilizzo del luogo.


Dal 15 Settembre al 14 luglio: aperto solo i fine settimana e i giorni festivi con i seguenti orari 10.00-12.30 - 15.00-18.30.
Dal 15 di Luglio al 14 di Settembre: da martedì a domenica ore 10.00/12.00 - 15.00/18.00 - Aperto nei lunedì festivi.

Costo biglietto ingresso
Intero = 8,00
Castelraimondo
Indirizzo Loc. Lanciano
Telefono +39 0 737 641 663
Cellulare+39 335 758 925 1
approfondimenti
Proprietà: Privata
-Museo Civico

Il Museo è ubicato nel sottotetto del Palazzo Municipale, elegante costruzione neoclassica del 1867, adiacente alla torre mediovale del Cassero. E’ stato istituito nel 1986 in seguito alle donazioni delle composizioni musicali, dei cimeli, delle memorie e dei manoscritti del maestro Ugo Bottacchiari (1874-1944) di Castelraimondo, da parte della figlia, insieme ai diritti musicali delle opere edite in Italia.


Aperto su prenotazione
Indirizzo Piazza della Repubblica, 12
Telefono +39 0 737 641 723
Proprietà: Comunale

Castelsantangelo sul Nera

-Ecomuseo del Cervo

L’ Ecomuseo del Cervo di Castelsantangelo sul Nera si compone di due diverse strutture tra loro complementari: il centro visite, nato per iniziativa del Comune e con finanziamento della Regione Marche, presenta una riproduzione di diversi ambienti naturali (diorami) rappresentativi degli ecosistemi più tipici del territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dall alta collina alla montagna, dalle vette più alte alle acque dei fiumi e dei laghi, offrendo la possibilità anche al visitatore più pigro o a quello più giovane di fare una suggestiva escursione virtuale nel Parco e di incontrare animali che solo l’ escursionista più fortunato e attento riuscirebbe a vedere.


Museo Centro Visite: biglietto intero
Indirizzo Il museo si trova presso l' ex scuola elementare in Via P.co della Rimembranza, 35, mentre l' Ecocentro faunistico tra Castelsantangelo Sul Nera e Vallinfante
Proprietà: Comunale
-Museo Parrocchiale

Non aperto al pubblico
Si trova presso la Chiesa S. Spirito
Indirizzo Via S. Stefano, 15
Telefono +39 0 737 981 39
Proprietà: Ecclesiastica

Cessapalombo

-Farm Farfalla Museogiardino

Un museo multimediale dedicato ai Lepidotteri nella Casa e Giardino delle Farfalle.
La struttura si compone inoltre di una serra per osservare dal vero il ciclo vitale di farfalle e falene e un giardino di 12000 mq, suddiviso in numerosi spazi ed ambienti, ricco di piante spontanee, officinali ed aromatiche.


Montalto
Indirizzo C.da Fonte Girata, 3
Cellulare+ 340 252 238 3
approfondimenti
e-mail
-Museo delle Carbonaie e della Nostra Terra

Occupano il piano terra e semiterra del Palazzo Simonelli. Entrambi contengono una esauriente documentazione fotografica delle carbonaie ed alcuni oggetti in uso nell’antica tradizione contadina


Indirizzo Loc. Montalto c/o Palazzo Simonelli
Proprietà: Generale
-Museo Parrocchiale San Salvatore

Il Museo ha sede in un’unica stanza di fianco alla chiesa S. Salvatore che risale al 1200; appartenente all’ex monastero fondato forse da S. Romualdo nel Sec. XI, ora in massima parte distrutto. Nel corso dei lavori di restauro è emersa una precedente struttura romualdina a quattro torri a impianto ravennate. Della chiesa precedente è rimasta una suggestiva cripta con affresco di Madonna con Bambino (1280 – 1330). Il museo vero e proprio è costituito esclusivamente da materiale di scavo rinvenuto nel corso del restauro; si tratta per lo più di frammenti di vasellame mai catalogati, probabilmente di ascendenza sia romana che paleocristiana.


Il Museo ha sede in un'unica stanza di fianco alla chiesa S. Salvatore che risale al 1200; appartenente all'ex monastero fondato forse da S. Romualdo nel Sec. XI, ora in massima parte distrutto. Nel corso dei lavori di restauro è emersa una precedente struttura romualdina a quattro torri a impianto ravennate. Della chiesa precedente è rimasta una suggestiva cripta con affresco di Madonna con Bambino (1280 - 1330).
Indirizzo Loc. Monastero c/o Parrocchia S. Salvatore
Proprietà: Ecclesiastica

Cingoli

-Museo Archeologico Statale

Il Museo archeologico statale è allestito nel pianterreno e nel seminterrato del palazzo comunale. Conserva preziosi reperti preistorici (Paleolitico, Neolitico ed età del Ferro) e di età ellenistico-romana, provenienti da scavi effettuati nella zona. Da comunale divenuto statale nel 1992, il museo conserva notevoli raccolte del Paleolitico e del Neo-eneolitico, che colpiscono per l’ abbondanza e la qualità dei manufatti. Pugnali e asce in bronzo, zappe di corno di cervo e altri reperti provenienti dagli scavi di fonte Marcosa testimoniano la vitalità delle popolazioni della media età del bronzo vissute sulle rive del fiume Musone. Recentemente (1997) è stata aperta, con una nuova sistemazione e nuovi reperti, anche la sezione ellenistico-romana. Vi sono esposti i materiali provenienti da Cingulum e dal territorio che sulla città romana, arricchita di edifici pubblici da Tito Labieno, gravitava in antico. Vi sono conservati frammenti di statue o di decorazioni architettoniche, e i resti frammentari dei piatti e dei manufatti più vari che si usavano a Cingoli circa 2000 anni fa. Particolarmente significativi i materiali che provengono dall’area dell’attuale San Vittore, dove in epoca romana sorgeva un centro urbano di una certa importanza, sviluppatosi in relazione a un’area santuariale frequentata già nell’Età del Ferro.


Nel 1997 è stata aperta, con una nuova sistemazione e nuovi reperti, anche la sezione ellenistico-romana. Vi sono esposti i materiali provenienti da Cingulum e dal territorio che sulla città romana, arricchita di edifici pubblici da Tito Labieno, gravitava in antico. Vi sono conservati frammenti di statue o di decorazioni architettoniche, e i resti frammentari dei piatti e dei manufatti più vari che si usavano a Cingoli circa 2000 anni fa. Particolarmente significativi i materiali che provengono dall'area dell'attuale San Vittore, dove in epoca romana sorgeva un centro urbano di una certa importanza, sviluppatosi in relazione a un'area santuariale frequentata già nell'Età del Ferro.

ORARIO
Martedì, Mercoledì e Sabato: 8.15-13.15
Lunedì, Giovedì e Venerdì: 14.00-19.15
Domenica e Festivi: 8.15-13.15
Chiuso:
2^ domenica di ogni mese
1 gennaio - 1 maggio - 25 dicembre (salvo aperture straordinarie)
Ingresso gratuito
Palazzo Comunale
Indirizzo Piazza Vittorio Emanuele II, 5
Telefono +39 0 733 603 399
e-mail
Proprietà: Statale
Data costruzione: Il palazzo comunale che lo ospita fu profondamente ristrutturato nel '500
-Museo della Motocarrozzetta e del Sidecar

Unico al mondo, custodisce scooter, motociclette e sidecar, dai primi modelli d’inizio secolo a quelli più recenti. Pezzi utilizzati nelle due guerrre mondiali o appartenuti a personaggi importanti.


Vi si possono addirittura ammirare veicoli (moto e sidecar) apparsi nei principali film a soggetto motociclistico insieme ad una raccolta di immagini fotografiche (poster e foto di scena) che fanno da sfondo ad ogni pezzo.Tutte le sezioni sono arricchite da numerosi documenti originali, foto, filmati e quanto altro utile al turista per una visita completa e suggestiva. Tra le varie curiosità, ricordiamo il sidecar più lungo del mondo: B
E' visitabile su appuntamento Tel. +39 0 733 602 651.
Ingresso gratuito
Indirizzo Via Valcarecce, 13
Telefono +39 0 733 602 651
approfondimenti
e-mail
Proprietà: Privata
-Palazzo Castiglioni

Da alcuni anni aperto al pubblico dai Marchesi Castiglioni, l’antico Palazzo, è un esempio di Casa-Museo, dove sono conservati gli arredi e gli oggetti personali di Francesco Saverio Castiglioni, nato a Cingoli nel 1761 e passato alla storia come papa Pio VIII. Il Palazzo, eretto alla fine del 1760, è costituito da due precedenti dimore le cui strutture originarie, per quanto unite, restano distinte formando due unità abitative con due portoni d’ingresso gemelli. L’interno è articolato con falsi piani, scale, dislivelli, cortili. Di particolare interesse il Ritratto di Pio VIII, realizzato a figura intera da Vincenzo Camuccini (1771/1844); il busto di marmo del pontefice; una Portantina del ‘600; la Cappella, dove si conservano suppellettili sacre ed arredi liturgici; il Salone della Musica il cui soffitto, unico esempio nelle Marche, è formato da nove cupole ottagonali, tutte finemente decorate a grottesche, così realizzate per consentire un’acustica perfetta; la Camera del Papa; la Biblioteca, originariamente collocata in un’altra ala del Palazzo, dove è conservata soltanto una minima parte dei volumi collezionati dal pontefice: il fondo più importante, (più di diciassettemila volumi), costituisce oggi una delle raccolte più prestigiose della Biblioteca Mozzi-Borgetti di Macerata. La facciata è stata notevolmente rimaneggiata dopo il 1852 e successivamente, all’inizio del secolo, per iniziativa di Filippo Castiglioni che vi aggiunse il balcone con ringhiera in ferro battuto. La visita si conclude nella Sala delle esposizioni dove nel 1992 è stata allestita la mostra “Papa Castiglioni”:suoi ricordi a Cingoli”.


Eretto alla fine del 1760, è costituito da due precedenti dimore le cui strutture originarie, per quanto unite, restano distinte formando due unità abitative con due portoni d'ingresso gemelli. L'interno è articolato con falsi piani, scale, dislivelli, cortili. Di particolare interesse il ritratto di Pio VIII, realizzato da Vincenzo Camuccini (1771/1844); il busto di marmo del pontefice; una Portantina del '600; la Cappella, il Salone della Musica, il cui soffitto, è stato realizzato per consentire un'acustica perfetta; la Camera del Papa; la Biblioteca, originariamente collocata in un'altra ala del Palazzo, dove è conservata soltanto una minima parte dei volumi collezionati dal pontefice. La facciata è stata notevolmente rimaneggiata dopo il 1852 e successivamente, all'inizio del secolo, per iniziativa di Filippo Castiglioni che. Nella Sala delle esposizioni è stata allestita la mostra "Papa Castiglioni: suoi ricordi a Cingoli".
Aperto dalle ore 9.00 alle ore 12.00 nel pomeriggio dalle ore 16.00 - alle ore 20.00 nel mese di agosto; altri mesi su richiesta
Ingresso
Indirizzo Corso Garibaldi, 87
Telefono +39 0 733 602 531
Proprietà: Privata
-Palazzo Comunale

La base della torre campanaria e quella del fabbricato coperto dal prospetto cinquecentesco, risalgono presumibilmente al XII sec.. L’orologio pubblico è del 1482, mentre il prospetto poggiante su otto pilastri è del 1530. Al piano terra dell’edificio ha sede il Museo archeologico Statale che conserva numerosi reperti.


-Pinacoteca Comunale

Il Palazzo è stato costruito intorno al 1780 come seminario vescovile ed acquistato dal Comune nel 1976, ospita al primo piano la Pinacoteca, al piano rialzato la Biblioteca e a quello seminterrato il Museo Comunale e l’aula didattica. La pinacoteca, istituita nel 1985, conserva opere di soggetto religioso, rilievi e incisioni in pietra altomedievali, ceramiche e maioliche medioevali e rinascimentali provenienti dal territorio cingolano, statue lignee policrome del sec. XVI, stemmi gentilizi. La sezione contemporanea ospita un considerevole numero di tele del pittore Donatello Stefanucci (Cingoli 1896 – Fano 1987). Coinvolto in gioventù nelle correnti di gusto della scuola romana, tornato a Cingoli si volse ben presto a ritrarre aspetti della città e del tipico paesaggio natale restando sempre legato all’impressionismo tardo ottocentesco. Paesaggista insigne, una sua tela fu acquistata da re Vittorio Emanuele III. Si conservano inoltre la produzione grafica dell’architetto cingolano Cesare Emidio Bernardi, attivo soprattutto a Roma tra il 1937 e il 1984, e le produzioni fotografiche, con i relativi apparecchi e strumenti di laboratorio, dei primi fotografi cingolani.


La pinacoteca, istituita nel 1985, conserva opere di soggetto religioso, rilievi e incisioni in pietra altomedievali, ceramiche e maioliche medioevali e rinascimentali provenienti dal territorio cingolano, statue lignee policrome del sec. XVI, stemmi gentilizi. La sezione contemporanea ospita un considerevole numero di tele del pittore Donatello Stefanucci (Cingoli 1896 - Fano 1987). Paesaggista insigne, una sua tela fu acquistata da re Vittorio Emanuele III. Si conservano inoltre la produzione grafica dell'architetto cingolano Cesare Emidio Bernardi, attivo soprattutto a Roma tra il 1937 e il 1984, e le produzioni fotografiche, con i relativi apparecchi e strumenti di laboratorio, dei primi fotografi cingolani.
In allestimento
Indirizzo Via G. Mazzini, 10
Telefono +39 0 733 602 877 (biblioteca comunale)
Proprietà: Comunale

Civitanova Marche

-Galleria d’ Arte Contemporanea “M. Moretti”

La galleria ospita una raccolta donata da Luciano Moretti al Comune.


Venerdì e Domenica 17.00-20.00 , Sabato dalle ore 10.00 - alle ore 13.00 il pomeriggio dalle ore 7.00 - alle ore 20.00 - chiuso altri giorni
Ingresso gratuito
Indirizzo Corso Annibal Caro
Telefono +39 0 733 891 019 (galleria) - +39 0 733 822 289 (uffici cultura)
Proprietà: Comunale
-Museo Arti e Tradizioni Popolari

Il Museo contiene un’esposizione di opere inerenti i mestieri artigianali di ieri, tra i quali la bottega del fabbro, del falegname, attrezzi di lavoro, la ricostruzione di una cucina, giocattoli di un tempo e acqueforti dell’artista A. Ciarrocchi.


Aperto su richiesta
Ingresso gratuito
Indirizzo Cento Fiorini, 25
Telefono +39 0 733 890 258 (privato)
Proprietà: Privata
-Museo Storico del Trotto

Aperto dalle ore 9.00 - alle ore 13.00 da lunedì a venerdì; altri orari e giorni su richiesta. Chiuso sabato e domenica
Ingresso gratuito
Indirizzo Contrada Asola, 5
Telefono +39 0 733 893 000
Proprietà: Privata
-Pinacoteca Comunale “Marco Moretti” – Casa natale di Annibale caro

Lun. - Ven. ore 10.00 - 12.00 e 15.00 - 19.00 ingresso libero
Corso Annibal Caro, Civitanova Alta
Indirizzo c.so Annibal Caro, 62013 Civitanova Alta
e-mail
-Sala delle Armi Antiche

Aperto
Si trova presso il Palazzo comunale
Indirizzo Piazza della Libertà
Proprietà: Comunale

Colmurano

-Museo della memoria Renzo C. Ventura

Indirizzo Ex Chiesa SS. AP. PETRO ET PAULLO
V.le E. De Amicis
approfondimenti
Proprietà: Comunale

Corridonia

-Museo “F. Corridoni”

Inaugurato nel 2010, il Museo conserva cimeli della attività di sindacalista e di combattente di Filippo Corridoni nato a Pausula il 18 agosto 1887 e morto sulla Trincea delle Frasche il 24 ottobre 1915. Il materiale fotografico, documentario e bibliografico ivi conservato, insieme ai ritratti donati dalla famiglia Vecchi di Corridonia e ad alcuni ricordi del commilitone Secondo Laghi segnano le tappe salienti della vita di Corridoni, toccando pagine di storia assai importanti per le conquiste sociali di quegli anni ed in particolare per la sua attività di sindacalista.


Durante la sua breve vita subì, infatti, oltre trenta condanne e molti mesi di detenzione nelle carceri di Bologna, di Modena e di Milano, sempre per reati d'opinione, mai per atti di violenza. Il 23 ottobre 1915 moriva durante la Prima Guerra Mondiale e il suo corpo scompariva nel nulla. Il Museo permette, non solo di diffondere una migliore conoscenza di un personaggio storico che spesso viene erroneamente giudicato per l'esaltazione che ne fece il Fascismo, ma anche di inserire il sopraccitato Museo all'interno di un programma culturale più ampio, che prevede visite guidate alla Piazza Razionalista "Filippo Corridoni", al monumento all'eroe, alla Sala Consiliare e alla Biblioteca Comunale in cui è costituito il ricco fondo Filippo Corridoni.
Aperto su richiesta durante gli orari comunali
Ingresso gratuito
Indirizzo Via Trincea delle Frasche
Telefono +39 0 733 439 901
approfondimenti
Proprietà: Comunale
-Museo Comunale

La Pinacoteca Comunale ha sede nella Chiesa di San Francesco.
Indirizzo Chiesa di San Francesco
Proprietà: Comunale
-Pinacoteca Civica e Raccolta d’Arte Sacra.

La Pinacoteca civica e raccolta d’Arte sacra è custodita all’interno del Palazzo Persichetti – Ugolini residenza patrizia della famiglia omonima, è compreso nel complesso ex conventuale di San Francesco e si erge sul lato sinistro di Piazza del Popolo di fronte all’abside della chiesa. La raccolta comprende opere pittoriche, reliquari e crocifissi lignei. All’interno le sale del piano primo e secondo, coperte in parte a volta con mattoni in foglio ed in parte con canne e gesso, sono interessate da decorazioni a tempera di estrema bellezza ed eleganza. Tra gli artisti di maggior rilievo Durante Nobili da Caldarola, i fratelli Morganti, Francesco Trevisani, Giovanni Maria Morandi e Sigismondo Martini.


Indirizzo c/o Palazzo Persichetti - Ugolini
Telefono +39 0 733 439 901
approfondimenti
e-mail
Proprietà: Comunale
-Pinacoteca Parrocchiale Chiesa SS. Pietro, Paolo e Donato

Nella Pinacoteca vi sono raccolti quadri e tele dal ‘400 al ‘600. Di particolare interesse un polittico di Antonio e Bartolomeo Vivarini e una splendida tavola raffigurante una “Madonna col Bambino” di Carlo Crivelli. La Pinacoteca è stata istituita nel 1952 per interessamento di monsignor Clario Pallotta che, per motivi di sicurezza, volle riunire in un’ unica sala della canonica della chiesa di Santi Pietro, Paolo e Donato alcuni dipinti provenienti dalle chiese del centro urbano.


La piccola ma preziosissima raccolta comprende alcune parti di un polittico di Antonio (1415-1476) e Bartolomeo Vivarini (1432 ca. - 1499) raffiguranti San Paolo e San Giorgio, San Nicola di Bari e San Pietro, Santa Caterina e Santa Maria Maddalena provenienti dalla sacrestia della Collegiata dei Santi Pietro e Paolo, un San Francesco quattrocentesco di un artista di scuola senese di proprietà del comune; una Madonna che allatta il Bambino, del 1372 di Andrea da Bologna, una Madonna col Bambino e Santi d Lorenzo D'Alessandro nel 1481, proveniente dalla chiesa demolita di San Donato, una Modonna col Bambino, Angelo e Santi di Cristoforo Roncalli (1522-1626), una Madonna col Bambino, San Pietro e San Francesco datata 1517 di Vincenzo Pagani, di proprietà comunale; un San Pietro di autore anonimo del XVII secolo e infine la splendida Madonna col Bambino di Carlo Crivelli (1430-1500 c.) proveniente dalla Chiesa di Sant'Agostino.
Aperto su richiesta
Ingresso gratuito
Indirizzo Via Cavour, 54
Telefono +39 0 733 431 832
Proprietà: Ecclesiastica

Fiastra

-Museo della Nostra Terra

Il Museo si trova all’interno del quattrocentesco convento di Sant’Agostino e ricostituisce la vita e il lavoro dell’alta collina e montagna maceratese.


Oltre cinquemila oggetti ed attrezzi sono esposti in ambienti ricreati della casa colonica e delle botteghe artigiane (granaio, cantina, camera, scuola,sala della tessitura e della pastorizia , laboratoi del bottaio, calzolaio, facocchino...) ed inseriti in una storia sociale collettiva che asseconda i cicli della terra. E' una raccolta unica, provvista di ampia documentazione cartacea e fotografica. Il Mulino del Fiume sede distaccata del Museo, dal caratteristico edificio settecentesco con laghetto, chiusa a cascatelle, ancora funzionante nei suoi meccanismi a palmenti originari, offre una viva e commovente testimonianza dell'antica lavorazione dei farinacei.
Dal 15/7 al 31/8 dalle ore 10.00 alle ore 12.00 nel pomeriggiodalle ore 16.30 alle ore 19.00 ; gio/sab/dom dalle ore 17.00 alle ore 19.00 - chiuso dal1/9 al 14/7
Loc. Acquacanina - Ex convento di Sant'Agostino
Indirizzo Via S. Agostino, 1
Telefono +39 0 737 518 032 (museo) - +39 0 737 512 02 (comune)
Proprietà: Comunale
-Pinacoteca Chiesa di San Giovanni

La Pinacoteca conserva alcune pale d’altare provenienti dalle chiese distrutte di Pomarolo e di S. Teodora, oltre a un ciclo di affreschi staccati dalla pieve antica di Santa Maria Assunta.


Sede della Pinacoteca è la chiesa di San Giovanni, adibita a questo uso fin dal 1985, quando l'edificio, venne riutilizzato dopo anni ed anni di abbandono ed incuria. Le prime notizie della Chiesa risalgono al 1603 quando era annessa alla Basilica Lateranense e possedeva due altari; nel 1724 vi veniva celebrata la festa di San Giovanni con rito solenne; nel 1821 fu adibita a cimitero comunale; 10 anni dopo il portale venne chiuso e spostato sul lato sud per la variazione dell'asse viario. Presenta un'ampia abside circolare, tetto a capriate e facciata in pietra locale. Tra le numerose opere che costituiscono la Pinacoteca vi sono alcune pale d'altare provenienti dalle Chiese distrutte di Pomarolo e di San Teodora; una Madonna col Bambino, Angeli e Santi di Girolamo Andrea De Magistris (att. 1529-55) e , di fondamentale importanza per lo studio della scuola pittorica camerinese alle sue origini, si segnala un ciclo d'affreschi della seconda metà del trecento, staccati dalla Pieve di Santa Maria Assunta, vanto di questa Pinacoteca.
Aperto su richiesta
Ingresso gratuito
Loc. Acquacanina - Zona Rocca
Indirizzo Via XX Settembre
Telefono +39 0 737 518 045 (parrocchia) +39 737 51308 (responsabile)
Proprietà: Ecclesiastica

Gagliole

-Museo di Storia Naturale

Il Museo di Storia Naturale, allestito dalla “Fondazione Oppelide” all’interno del trecentesco palazzo antistante la Rocca G. Varano, custodisce numerosi fossili e minerali provenienti da diversi paesi, anche extraeuropei: mesosauri, un ittiosauro, uova di dinosauro, insetti in ambra, ammoniti, felci e foglie del carbonifero. Il nucleo numericamente piu’ consistente della raccolta é costituito da fossili di provenienza locale, i quali fanno da supporto a campioni importanti provenienti da ogni parte del mondo. L’insieme fornisce una visione completa dell’evolversi della vita sulla Terra. L’esposizione segue, infatti, un itinerario cronologico che, partendo dall’Era Archeozoica, attraversa tutte le ere successive e tutti i periodi in cui le stesse sono state divise, fino all’attuale. Tra i reperti esposti assumono grande rilevanza scientifica quelli locali, i quali consentono al visitatore l’osservazione e la letura del territorio in cui la struttura museale si inserisce , l’apprendimento delle varizioni, delle evoluzioni e dei fenomeni naturali che hanno condotto allo stato attuale, fornendo altresì strumenti per la comprensione dei condizionamenti dell’ambiente sugli insediamenti antrocpici, sulla loro economia e sullo sviluppo culturale. Il Museo di Storia naturale, fin dal momento dell’apertura al pubblico, da un lato ha inteso orientare la propria attività alla conservazione dei reperti, dall’altro ha voluto costituire uno strumento didattico e culturale a disposizione del mondo della scuola e della collettività intera. Il tutto è finalizzato a soddisfare l’esigenza di trovare criteri atti a descrivere, interpretare e ordinare il mondo che ci circonda ed a leggerlo in piena autonomia. I servizi didattici offerti sono: a) visita guidata con personale preparato pronto a rispondere ad ogni dubbio o curiosità sui materiali esposti e sulle relative tematiche, la semplice visita può essere arricchita da diversi momenti didattici che attualmente vengono effettuati in locali diversi dalla sede museale. b) lezioni in classe ( didattica extra-museale) proponendo ed illustrando alle scolaresche i contenuti ed il significato dei giacimenti fossiliferi dell’Appennino Umbro-Marchigiano con proiezioni e materiale didattico; c) La ricerca diretta in un’area simulata di reperti fossili originali ove le scolaresche potranno confrontarsi con le problematiche relative al riconoscimento e all’identificazione di diversi reperti fossili. d) E’ possibile inoltre eseguire uscite extramuseali per recarsi, sempre guidati da nostri esperti, nelle Valli dei Grilli e dell’Elce ricadenti nei comuni di San Severino e Gagliole per osservare direttamente gli affioramenti fossiliferi, ( ove é stata rinvenuta gran parte dei reperti esposti nel museo), le varie formazioni stratigrafiche del terreno, svolgere lezioni di educazione ambientale, dando vita in tal modo ad ” una scuola senza pareti” dove i boschi, i pascoli, i fiumi, le rocce costituiscono veri grandi laboratori all’aperto.


Il Museo di Storia Naturale, allestito dalla "Fondazione Oppelide" all'interno del trecentesco palazzo antistante la Rocca G. Varano, custodisce numerosi fossili e minerali provenienti da diversi paesi, anche extraeuropei: mesosauri, un ittiosauro, uova di dinosauro, insetti in ambra, ammoniti, felci e foglie del carbonifero. Il nucleo numericamente piu' consistente della raccolta é costituito da fossili di provenienza locale, i quali fanno da supporto a campioni importanti provenienti da ogni parte del mondo. Il Museo di Storia naturale, fin dal momento dell'apertura al pubblico, da un lato ha inteso orientare la propria attività alla conservazione dei reperti, dall'altro ha voluto costituire uno strumento didattico e culturale a disposizione del mondo della scuola e della collettività intera.
Aperto: da Ottobre ad Aprile: sabato, domenica, e festivi dalle ore 15.30 alle ore 19.00; da Maggio a Settembre: sabato, domenica e festivi dalle ore 16.00 alle ore 20.00 Agosto: dal martedì alla domenica dalle ore 16.00 alle ore 20.00
Gagliole
Indirizzo Via Bottacchiari, 6
Telefono +39 0 737 640 534 - +39 0 737 641 184 - +39 0 737 640 031
Cellulare +39 333 3720483
e-mail

Loro Piceno

-Mostra permanente delle attrezzature e degli utensili per il vino cotto

Luglio e Agosto:
10.30 - 12.30 e 16.00 - 20.00
Nel restante periodo dell'anno aperto su prenotazione al n. 0733.509112 (ufficio segreteria del comune) o email a comune@loropiceno.sinp.net
e-mail
Proprietà: Comunale
-Museo delle Due Guerre

Luglio e Agosto:
10.30 - 12.30 e 16.00 - 20.00
Nel restante periodo dell'anno aperto su prenotazione al n. 0733.509112 (ufficio segreteria del comune) o email a comune@loropiceno.sinp.net
Loro Piceno
Proprietà: Comunale
-Museo interattivo della tradizione locale

Luglio e Agosto:
10.30 - 12.30 e 16.00 - 20.00
Nel restante periodo dell'anno aperto su prenotazione al n. 0733.509112 (ufficio segreteria del comune) o email a comune@loropiceno.sinp.net
Proprietà: Comunale
-Museo storia postale dei 15 comuni della Comunità Montana dei Monti Azzurri

Luglio e Agosto:
10.30 - 12.30 e 16.00 - 20.00
Nel restante periodo dell'anno aperto su prenotazione al n. 0733.509112 (ufficio segreteria del comune) o email a comune@loropiceno.sinp.net
Proprietà: Comunale

Macerata

-Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi

Il patrimonio storico artistico del Comune di Macerata è stato oggetto di un recente cambiamento di sede, e da dicembre 2009 è stato trasferito nel settecentesco Palazzo Buonaccorsi. I locali seminterrati dell’edificio sono stati predisposti per il nuovo Museo della carrozza. I veicoli, preziosa campionatura che abbraccia l’Ottocento fino ai primi anni del Novecento, sono esposti secondo un criterio cronologico. Il nucleo originario di tale collezione, sette carrozze sportive ottimamente conservate, fu donato al Comune dal conte Pieralberto Conti nel 1962, e in seguito si è arricchito di ulteriori importanti donazioni. Il tutto si correda inoltre di un notevole assortimento di finimenti: briglie, morsi, selle e ferri da cavallo. Il piano nobile del palazzo, di per sé un gioiello decorativo di primo Settecento, è destinato ad ospitare le opere d’arte antica, principalmente dipinti, acquisiti a partire dagli anni 1835 e 1860, coincidenti con le prime donazioni finalizzate alla costituzione di “una pinacoteca patria”. Tale collezione è costituita da opere che vanno dal XIII, per ciò che attiene una pietra di carattere votivo, al XV e al XIX secolo. Infine, il salone d’onore del piano nobile ospita la “galleria dell’Eneide”, una sorta di “museo nel museo” in quanto luogo che conserva ancora inalterato il gusto collezionistico di Raimondo Buonaccorsi, committente della tele, tutte intonate al tema virgiliano.Al secondo piano è prevista la sede della raccolta d’arte del Novecento, iniziata con opere provenienti dalla locale attività futurista negli anni Dieci e Venti, dal lavoro del Gruppo “Boccioni” (1932-1944), dai tre premi nazionali di pittura contemporanea “Scipione” (1955; 1957; 1964), e incrementata dagli eventi promossi dagli Amici dell’Arte, dai rapporti nazionali ed internazionali intrattenuti negli anni Settanta da Elverio Maurizi, da acquisti effettuati dall’Amministrazione comunale oltre che da donazioni di artisti italiani e stranierei in occasione di mostre personali.


Museo della CarrozzaDa martedì a domenica, ore 10,00 - 18,00, chiuso il lunedì. Le collezioni di arte antica e di arte moderna al momento non sono allestite; è prevista la riapertura al pubblico della sezione di arte antica per la fine del 2010.
Intero 3,00 euro; ridotto 1,50 euro
Indirizzo Via Don Minzoni, 24
Telefono +39 0 733 256 361
Fax +39 0 733 256 354
approfondimenti
e-mail
Proprietà: Comunale
-Museo Storia Naturale

Il museo è ospitato, dal giugno del 1993, presso i sotterranei del Palazzo Rossini Lucangeli, un edificio storico la cui costruzione fu iniziata nel 1570 per volere del Capitano Felice Rossini.


Aperto dalle ore 9.00 - alle ore 12.00 da lunedì a sabato, la domenica e in altri orari su richiesta.
Ingresso gratuito
Indirizzo Palazzo Rossini-Lucangeli Via S.Maria della Porta, 65
Telefono +39 0 733 239 717 (privato) - +39 0 733 256 385
e-mail
Proprietà: Privata
-Museo Tipologico del Presepe

Nel Museo sono presenti presepi regionali e stranieri della seconda metà del ‘600 e inoltre 3000 statuette dal ‘700 ai giorni nostri.


Aperto su richiesta
Ingresso gratuito
Indirizzo Via Maffeo Pantaleoni, 4
Telefono +39 0 733 234 035
Proprietà: Privata
-Palazzo Ricci

Il palazzo Ricci Petrocchini, uno dei più importanti di Macerata è sede della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata e ospita una notevole raccolta di dipinti e sculture dei più importanti artisti italiani del 900. La collezione comprende 350 opere tra pitture e sculture dei più significativi artisti italiani dei primi 60 anni del secolo. Negli splendidi sotterranei si tengono mostre di elevato valore culturale. Dalla sobria facciata in cotto, si sviluppa su quattro piani il primo dei quali decorato esternamenta a bugnato. Le sale sono decorate sia da affreschi sia da mobili del XIII secolo. Notevoli sono pure gli infissi, soprattutto le porte sapientemente recuperate al momento del restauro, merita una segnalazione anche la ragguardevole presenza di mobilio francese, ricchi anche i complementi di arredo tra cui anche un vaso cinese in porcellana e un grande piatto in maiolica raffigurante il Giudizio di Paride. Affreschi ornano i soffitti di numerose stanze con disegni tratti dalle metamorfosi di Ovidio. In fine degna di particolare nota è, nella cappella all’ ultimo piano, la Pietà di Vittore Crivelli, fratello del più famoso Carlo.


Negli splendidi sotterranei si tengono mostre di elevato valore culturale. Dalla sobria facciata in cotto, si sviluppa su quattro piani il primo dei quali decorato esternamenta a bugnato. Le sale sono decorate sia da affreschi sia da mobili del XIII secolo. Notevoli sono pure gli infissi, soprattutto le porte sapientemente recuperate al momento del restauro, merita una segnalazione anche la ragguardevole presenza di mobilio francese, ricchi anche i complementi di arredo tra cui anche un vaso cinese in porcellana e un grande piatto in maiolica raffigurante il Giudizio di Paride. Affreschi ornano i soffitti di numerose stanze con disegni tratti dalle metamorfosi di Ovidio. In fine degna di particolare nota è, nella cappella all' ultimo piano, la Pietà di Vittore Crivelli, fratello del più famoso Carlo.
Martedì e giovedì dalle ore 16.00 - alle ore 18.00 sabato dalle ore 10.00 - alle ore 12.00 - chiuso altri giorni
Ingresso gratuito
Indirizzo Via Domenico Ricci, 1
Telefono +39 0 733 261 487
Fax +39 0 733 247 492
approfondimenti
Proprietà: Privata
-Raccolta della Sacrestia della Cattedrale

Aperto su richiesta
Indirizzo Piazza Strambi
Telefono +39 0 733 230 092
Proprietà: Ecclesiastica

Matelica

-Museo “F. Piersanti”

Il Museo conserva il patrimonio artistico donato dalla famiglia Piersanti e le opere provenienti da chiese della diocesi e da donazioni private. Al nucleo originario formato dal materiale raccolto nel XVIII secolo da monsignor Filippo Piersanti si sono andate via via aggiungendo altre importanti collezioni: una raccolta di disegni, una serie di arazzi con le storie di Enea di manifattura fiamminga del XVI secolo, arazzi del XVI secolo, dipinti, ceramiche e mobili. Al suo interno è anche conservata intatta una cucina settecentesca con i suoi arredi. Di particolare valore è la Pinacoteca, con le opere tra gli altri di Giovanni Bellini, Antonio da Fabriano, Lorenzo D’ Alessandro e Bernardino di Mariotto. Fra il materiale archeologico esposto, assai interessante è un raro orologio solare sferico in marmo greco, rinvenuto nel centro storico della città e datato approssimativamente intorno al I-II secolo.


Al nucleo originario formato dal materiale raccolto nel XVIII secolo da monsignor Filippo Piersanti si sono andate via via aggiungendo altre importanti collezioni: una raccolta di disegni, una serie di arazzi con le storie di Enea di manifattura fiamminga del XVI secolo, arazzi del XVI secolo, dipinti, ceramiche e mobili. Al suo interno è anche conservata intatta una cucina settecentesca con i suoi arredi. Di particolare valore è la Pinacoteca, con le opere tra gli altri di Giovanni Bellini, Antonio da Fabriano, Lorenzo D' Alessandro e Bernardino di Mariotto. Fra il materiale archeologico esposto, assai interessante è un raro orologio solare sferico in marmo greco, rinvenuto nel centro storico della città e datato approssimativamente intorno al I-II secolo.
orario 10.00 -14.00 / 15.00 - 19.00 tutti i giorni tranne il lunedì
Ingresso
Indirizzo Via Umberto I,11
Telefono +39 0 737 844 45
Proprietà: Ecclesiastica
Data costruzione: Il più antico dei tre complessi che costituiscono l' edificio risale alla metà del 400
-Museo Civico Archeologico

Nelle ampie sale del settecentesco palazzo Finaguerra, che conserva alle pareti una ricca decorazione pittorica con motivi a grottesche, paesaggi, figure allegoriche e scene tratte dall’antica storia di Roma, si possono ammirare i reperti rinvenuti negli scavi archeologici condotti in area urbana e nel territorio.


Le testimonianze vanno dalla preistoria fino al XVII secolo con un'ampia sezione dedicata ai reperti dell'età del ferro (VIII-IV sec. a.C.) dove si conservano i ricchi corredi funerari delle tombe principesche di VIII-VI sec. a.C. con armi in bronzo e in ferro, carri, oggetti di ornamento personale in ambra e in avorio, vasellame bronzeo e in terracotta.
Orario: dal martedì al venerdì 16:30-18:30sabato e domenica 10:30-12:30 // 16:30:18:30
Indirizzo Piazza S. Francesco - Palazzo Finaguerra
Telefono +39 338 473 457 0 +39 347 471 640 5
Proprietà: Comunale
-Museo Pinacoteca Comunale

Ospitata nel quattrocentesco Palazzo Ottoni, costruito da Costantino e Giovanni Battista da Lugano su commissione di Alessandro e Ranuccio Ottoni, conserva arredi di pregio ( XVI-XVIII ) ed espone opere pittoriche di vario genere ed epoca: tra queste una predella di scuola romana ( XVI secolo ) con la cena di Emmaus, S. Agostino e S. Nicola, un S. Onofrio di Salvator Rosa, la mazza d’ argento (XVIII secolo) realizzata da Domenico Piani per festeggiare il riconoscimento del titolo di città a Matelica e una raccolta di dipinti del matelicese Raffaele Fidanza.


Tra le opere: una predella di scuola romana ( XVI secolo ) con la cena di Emmaus, S. Agostino e S. Nicola, un S. Onofrio di Salvator Rosa, la mazza d' argento (XVIII secolo) realizzata da Domenico Piani per festeggiare il riconoscimento del titolo di città a Matelica e una raccolta di dipinti del matelicese Raffaele Fidanza.
Sabato, Domenica dalle ore 10.00 - alle ore 14.00 nel pomeriggio aperto dalle ore 15.00 - alle ore 19.00 a richiesta e con preavviso di 24 ore telefonando al +39 733 202 942
Ingresso
Matelica
Indirizzo Piazza E. Mattei - Palazzo Ottoni
Telefono +39 0 737 787 434
e-mail
Proprietà: Comunale
Data costruzione: Il palazzo Ottoni che la ospita fu costruito nel 1472

Mogliano

-Museo di Arte Sacra di Mogliano

Il Museo è ospitato in alcuni locali attigui alla chiesa di Santa Maria di Piazza, nel piano superiore alla sacrestia, l’antico oratorio della Madonna della Misericordia.


ORARIO DI APERTURA FINO AL 7 MAGGIO: sabato/domenica: 9.00 - 13.00; 15.00 - 18.00
DAL 7 MAGGIO : giovedì: 15.00 - 18.00; sabato: 10.00 - 13.00; 15.00 - 18.00

Indirizzo Vicolo Boninfanti, snc
Telefono Ufficio Turistico +39 0733 557 730
Cellulare+39 338 656 440 8
approfondimenti
-Museo Terre Artigiane

Il museo è un progetto per valorizzare il territorio, le produzioni artigianali e il turismo nei comuni di Mogliano, Loro Piceno, Petriolo e Urbisaglia.


ORARIO DI APERTURA FINO AL 7 MAGGIO: martedì/giovedì/ venerdì: 9.00 – 13.00
DAL 7 MAGGIO : è visitabile su prenotazione rivolgendosi all’Ufficio Turistico
facebook.com/terreartigiane
Indirizzo Via A. Adriani
Telefono Ufficio Turistico +39 0733 557 730
Cellulare+ 39 335 543 028 8
approfondimenti
e-mail
-Pinacoteca e Museo Comunale

CHIUSO PER DANNI PROVOCATI DAL TERREMOTO

Sede della Pinacoteca è un antico palazzo della fine del ‘500 oggi sede municipale. Progettato come una struttura economicamente autonoma, oltre che come abitazione della ricca e nobile famiglia Forti, consta di tre piani sopra il livello stradale ed altri due sotto.


Tutto l'edificio è stato recentemente restaurato e vi si possono ammirare sia i sotterranei con archi e volte originali, sia le stanze del piano nobile con bei soffitti dipinti a cassettoni, sia l'ultimo piano ora adibito a ad archivio storico e biblioteca. E' interessante una piccola stanza a metà scala, tra il primo e il secondo piano, ricavata all'interno di un torrione, una volta studio dei signori Forti. E' affrescata in stile "pompeiano" e le tre finestre consentono di spaziare su un vasto orizzonte; è certamente l'ambiente più raccolto e suggestivo e per l'ubicazione fa pensare ad un altro studio, anche se ben più ricco e fastoso, quello dei Montefeltro del Palazzo Ducale di Urbino.
Aperto su richiesta
Indirizzo Via Roma 54
Telefono +39 0 733 557 771
Proprietà: Comunale

Monte San Giusto

-Biblioteca del Centro Sociale di Educazione Permanente

Biblioteca del Centro Sociale di Educazione Permanente di proprietà del comune contiene 1262 volumi ed è aperta soltanto il pomeriggio.


Indirizzo Piazza Aldo Moro
Telefono +39 0 733 530 077
Proprietà: Comunale
-Collezione dei Disegni Maggiori

Il Museo espone una raccolta di disegni di autori italiani, databili dal XV al XVIII sec., appartenuti al collezionista Alessandro Maggiori. Eminente personalità della cultura dell’ Ottocento, erede e ammodernatore della tradizione erudita settecentesca, oltre che avvertito collezionista di disegni, Alessandro Maggiori (1764 – 1834) nacque a Fermo e, dopo aver compiuto gli studi a Bologna, si trasferì a Roma, dove visse lungamente prima di ritirarsi a S. Elpidio a Mare.


Eminente personalità della cultura dell' Ottocento, erede e ammodernatore della tradizione erudita settecentesca, oltre che avvertito collezionista di disegni, Alessandro Maggiori (1764 - 1834) nacque a Fermo e, dopo aver compiuto gli studi a Bologna, si trasferì a Roma, dove visse lungamente prima di ritirarsi a S. Elpidio a Mare.Tipico esponente dell' aristocrazia d' orientamento liberale, dalle cui aperture laiche e progressiste discende l' Europa moderna, il Maggiori pubblicò opere variamente dettate da un criterio di utilità (si ricordano diversi trattati di agronomia) e sempre improntate ad un carattere dilettante (così anche la Raccolta di proverbi e detti sentenziosi, pubblicata nel 1931), il che lo portò a preferire la forma anonima.
Il Centro museale di Via Garibaldi, 1 che ospita i Disegni del Fondo Maggiori non è visitabile in quanto gli oltre 70 disegni della Collezione sono in esposizione presso la Universyty Willamette di Salem nell'Oregon nella mostra
Indirizzo Via Garibaldi, 1
Telefono +39 0 733 839 005/6/7 (comune)
Proprietà: Comunale
-Fondo Cantalamessa

Il Fondo Cantalamessa, esposto permanentemente nel Museo allocato all’ultimo piano di Palazzo Sede del Cineteatro ” Durastante ” si compone di numerose opere (medaglie, disegni, busti).


Lo scultore Carlo Cantalamessa ha legato la sua presenza alle Marche, ed in modo particolare al comune di Monte San Giusto. Qui ha lasciato una grande stele, moderno obelisco, classicheggiante monumento ai Caduti. La sua opera oggi deve avere il giusto riconoscimento nel panorama artistico regionale e nazionale. Tra le opere più importanti rimane il portale della Basilica della Misericordia di Macerata (1952). Accanto alla Vergine, i cherubini, i santi Giuliano, Andrea, Sebastiano e Rocco in otto pannelli troviamo i santi venerati nella città.
In allestimento
Indirizzo Via Garibaldi, 1
Telefono +39 0 733 839 00 5/6/7 (comune)
Proprietà: Comunale

Monte San Martino

-Pinacoteca Civica “Monsignor Armindo Ricci”

La Pinacoteca è costituita dalla collezione di Monsignor Ricci e comprende circa quarantasei oggetti tra dipinti e bassorilievi, arredi e paramenti sacri che risalgono al XVII secolo oltre ad una raccolta di libri del ‘ 600.


Inaugurata il 13 novembre del 2005, la pinacoteca civica "Mons. Armindo Ricci" è nata grazie alla donazione, tramite la quale Monsignor Ricci lasciava i suoi quadri, insieme ad "altre robbe et argenti" affinché fosse creato un monte di Carità. Nel 1929 il monte di Carità viene soppresso e il suo patrimonio passa al comune. Dopo un accurato restauro delle opere e del palazzo Ricci che ospita la pinacoteca, ecco che vengono esposti gran parte dei quadri lasciati in eredità: 38 opere risalenti per lo più al XVII secolo, dipinte a olio su tela, su rame e due pregevolissimi intagli sul legno.
Da gennaio ad aprile e da ottobre a dicembre: Festivi h 15-18. Maggio/Giugno/Luglio/Settembre: Sab. e prefestivi h 16 -19; Festivi: h 16-19. Agosto: Feriali: h 11-12; Sab. e prefestivi: h 10-13; h 16-19; Festivi: h 16-19
Ref.: Pro Loco Monte San Martino, Via Ricci, 10
Indirizzo Via Ricci, 13
Telefono +39 0 733 660 514 (visite su prenotazione)
Proprietà: Curia di Fermo

Montecassiano

-Museo delle Confraternite

Tra gli oggetti, che il Museo raccoglie sono presenti oggetti processionali dell’argentiere Antonio Piani, della seconda metà del XVIII secolo, appartenenti alla Confraternita del SS. Sacramento. Si segnala, inoltr, il grande stendardo settecentesco della Madonna del Carmine, il cataletto in legno dipinto e dorato della Confraternita dei SS. Filippo e Giacomo, con cui viene trasportato il Cristo morto nella processione del Venerdì Santo, la croce processionale in legno scolpito e dorato della Confraternita della SS. Trinità, del XVII secolo, e il crocifisso processionale, con il Cristo in argento, della confraternita del SS. Sacramento, opera dell’argentiere tedesco Dionisio Boemer, nel XVIII secolo.


Indirizzo C.so Dante Alighieri
Proprietà: Ecclesiastica
Data costruzione: XVIII secolo
-Museo di Arte Sacra “Giovanni da San Guglielmo”

Tra le opere ospitate dalla chiesa, si trova la pala d’altare raffigurante La Predica di San Giovanni Battista, opera di Girolamo Buratto o Buratti. La chiesa è sede del Museo di Arte Sacra “Giovanni da San Guglielmo”, i cui pezzi più importanti sono gli argenti dei maceratesi Domenico e Antonio Piani e due busti di San Cassiano. Il museo conserva, inoltre, numerosi oggetti liturgici: reliquiari, calici, croci, opere di botteghe orafe marchigiane e romane.


-Palazzo Compagnucci

Nel secolo XVI Antonio Scaramuccia vi allevò segretamente per cinque anni Amedeo di Savoia, figlio del Duca Emanuele Filiberto.

L’attuale facciata est è stata ricostruita nel 1806, dopo l’abbattimento del contiguo Palazzo Pretoriale o del Podestà, che ha consentito un ampliamento della piazza. Il Piano Nobile ospita la Pinacoteca civica Girolamo Buratto ed è contraddistinto da diverse sale caratterizzate da grottesche decorazioni a guazzo e ad affresco in stile pompeiano.

Ad oggi, è ignoto il nome dell’artista che ha eseguito i dipinti.


-Pinacoteca civica “Girolamo Buratto”

Tra le opere esposte nella Pinacoteca si ricorda Il Sogno di Giacobbe, attribuito proprio al Buratto, allievo del Pomarancio, e un’importante tavola Madonna in trono con Bambino tra i SS.Andrea ed Elena ed angeli musicanti del pittore iberico Ioannes Hispanus.

Quest’opera richiama la devozione alla Croce, viva a Montecassiano per la presenza di una reliquia. La tavola fu iniziata nel 1506, alla fine di un’epidemia di peste, e terminata intorno al 1508. Si segnala infine il dipinto che raffigura San Giovanni Battista in prigione, prima metà del XVI secolo, attribuito a Pietro Ricchi detto il Lucchese. Infine, la Pinacoteca ospita la Galleria di Giovanni Cingolani, pittore montecassianese noto in Italia e in Argentina.


Montecosaro

-Museo Archeologico

All’interno del CAM “Complesso Agostiniano Montecosaro, ex Convento risalente alla fine del XIII secolo e gli inizi del XIV”, fino all’unità d’Italia “1861” e, da allora, dopo la confisca da parte del neonato Stato Italiano, Palazzo Comunale, si trova collocato il “MUSEO DEL FOSSILE” con reperti di interessantissimo valore tra cui un’Anfora romana, e frammenti di anfore, proveniente da una imbarcazione, recuperata dal fondo del vicino Mare Adriatico alcuni anni fa e, che affondò con tutto il proprio carico, all’epoca, mentre era in navigazione, per il commercio di allora e che trasportare vino ed olio, conservati appunto, in anfore.
Vi si accede attraverso un passaggio che consentiva l’accesso alla sacrestia e alla confinante chiesa di Sant’Agostino, passaggio modificato durante l’ultima ristrutturazione, per permettere l’accesso anche ai sotterranei “Cisterne”, in cui si snodano vari ambienti adibiti “un tempo” a cantina, caratterizzati da una volta a sesto ribassato, una grotta, uno stanzino per conservare olio e vino, altri due per conservare le derrate alimentari derivanti dalla coltivazione, nell’adiacente Orto dei Frati, ed uno per riporvi la legna.
Oltre alla raccolta di fossili, particolarmente interessante è la presenza di due cisterne, di cui una risalente al XIV/ XV e l’altra XV/XVI secolo, la prima è sormontata da archi trasversali.
Durante l’ultima ristrutturazione, è stato individuato il cunicolo “corridoio” che collegava il suddetto orto dei frati con i sotterranei, che consentiva il passaggio e che permetteva appunto di trasferivi le derrate alimentari nella cantina stessa.


-Museo Cinema a pennello

Nella suggestiva cornice di Palazzo Marinozzi (dove precedentemente sono stati organizzati dal Centro del Collezionismo importanti eventi riservati a personaggi dello spettacolo tra cui Totò, Abbe Iane, Marisa Allasio, Gina Lollobrigida, le Kessler, Catherine Spaak) è disponibile uno spazio museale intitolato “CINEMA A PENNELLO”.Si tratta dell’ unica esposizione permanente a livello nazionale esclusivamente dedicata alla grafica pubblicitaria cinematografica.


La mostra è distribuita attraverso un percorso espositivo di due piani comunicanti su di un'ampia e articolata superficie. Qui i visitatori potranno ammirare le opere dei maggiori cartellonisti del cinema. Quei pittori di manifesti che vanno dai maestri Ballester, Capitani, Martinati, Brini, Manfredo, De Seta, Manno, Olivetti, Cesselon, Geleng, Ciriello fino agli ultimi discepoli come Simeoni, Nistri, Iaia, Putzu, Casaro, Avelli, Biffignandi, Mos, Gasparri e tanti altri.
L'accesso al Museo è possibile attraverso visite guidate su prenotazione.
Indirizzo Porta San Lorenzo - Palazzo Marinozzi - Via G.Mazzini 64
Cellulare+39 334 238 193 7
approfondimenti
e-mail
Proprietà: Privata
-Pinacoteca Peschi-Graziosi

Il nuovo museo ospita, oltre alla piccola raccolta archeologica, la collezione di opere d’arte di Sergio Graziosi acquistate nel corso della sua vita e durante i suoi viaggi: presepi napoletani del XVIII secolo, un altarolo spagnolo in legno dipinto del XV secolo, una Sacra Famiglia messicana del XVII secolo, un bel San Carlo Borromeo del XVII secolo di ambito bolognese, tele di Filippo Spada. Completa la visita la collezione di opere grafiche di Giorgio de Chirico e Mino Maccari.


Periodo estivo e festività:10.30-12.30/16.30-18.30 lun. chiuso; resto dell'anno: sab/dom: 16.30-18.30
Servizi: Biblioteca, Sala conferenze, Sala o laboratorio per attività didattiche, Sala proiezione audio/video, Sala/e studio e ricerca
Indirizzo via E. Gatti, 3
Telefono +39 0733 560 711
Fax +39 0733 560 722
e-mail

Montelupone

-Museo Demo-Antropologico d’Arte e Mestieri Antichi

Vi sono esposti attrezzi e strumenti di lavoro riferibili agli antichi mestieri artigianali del territorio della fascia medio-collinare marchigiana.


L'allestimento del museo si inquadra nel contesto più ampio del recupero del patrimonio di cultura popolare e di tradizione, affinchè non si perda la memoria storica delle generazioni passate. Nelle sale inaugurate il 3 maggio 1998 sono esposti i vecchi attrezzi del lavoro artigiano e agricolo, gli oggetti antichi in genere, le fotografie, l'abbigliamento e quant'altro riportato alla luce, riferiti al comprensorio della fascia collinare marchigiana. Il museo, di recente istituzione, è situato nei sotterranei del Palazzo Comunale. Si compone di otto vani; da segnalare la stanza delle attrezzature collettive, con il meccanismo dell'orologio della torre civica, ancora funzionante; vi sono poi due grandi macchine cinematografiche in funzione fino agli anni '60 e varie lampade ed attrezzi dell'ex azienda elettrica di Montelupone. Un intero ambiente è dedicato alla ricostruzione di una tipografia dell' 800. Ogni oggetto è individuato con il suo nome nel dialetto monteluponese.
Aperto su richiesta. Per prenotazione visita guidata scrivere a:protocollo@comune.montelupone.mc.it
Ingresso gratuito
Indirizzo Sotterranei del Palazzo Comunale - Piazza del Comune, 1
Telefono +39 349 693 527 5 (per prenotazione visite guidate)
Proprietà: Comunale
-Museo Storico Fotografico

Il museo, inaugurato nel 2008, ha sede all’interno di Palazzo Bordoni, antico edificio settecentesco situato nel cuore del centro storico di Montelupone. Il museo è dedicato alla storia della fotografia in un percorso che parte dalla metà dell’Ottocento per arrivare all’odierna era digitale.


Indirizzo Palazzo Bordoni
-Pinacoteca Civica

Inaugurata il 27 giugno 1998, la raccolta custodisce opere provenienti sia da enti religiosi, sia da raccolte pubbliche e private: essa documenta l’attività artistica a Montelupone con opere eseguite per la città o con opere create da artisti strettamente legati a questo paese.


Aperto su richiesta. Per info:protocollo@comune.montelupone.mc.it
Ingresso gratuito
Indirizzo Palazzetto del Podestà - Piazza del Comune, 6
Telefono +39 349 693 527 5 (per prenotazione visite guidate)
Proprietà: Comunale

Morrovalle

-Museo Civico Pinacoteca “Palazzo Lazzarini”
Palazzo Lazzarini Morrovalle

Edificio di epoca medievale legato al nome della famiglia Lazzarini, nobile casato di probabile origine aveva che fu tra i protagonisti della lotta fra guelfi e ghibellini nel XIII secolo, al pianterreno ospita la biblioteca comunale e la sede dell’Archeoclub di Morrovalle. Salendo lo scalone di pietra grigia di gusto neoromanico si accede agli ambienti della museo pinacoteca.


Dal Martedì al Venerdì è possibile visitare la Pinacoteca rivolgendosi al personale della Biblioteca con orario 16.00-19.00. Sabato e Domenica la Pinacoteca è aperta dalle ore 16.00 alle ore 19.00. Per visite guidate, contattare l'Archeoclub ai numeri 0733 223437 oppure 338 9376511.
Con annessa biblioteca comunale
Indirizzo Piazza Vittorio Emanuele II
Telefono +39 0 733 223 437 (biblioteca)
Proprietà: Comunale
-Museo Internazionale del Presepe
Museo Internazionale del Presepe

Nei pressi di piazza S. Bartolomeo, in via Bonarelli, l’ex convento dei frati Agostiniani ( XIII secolo) ospita il Museo internazionale del Presepe che vanta una cospicua raccolta di pezzi di dimensioni varie e di varie provenienze.


Aperto dalle ore 8.00 alle ore 13.00 nel pomeriggio aperto dalle 15.00 alle ore 20.00 (dicembre e gennaio); altri mesi su richiesta
Ingresso gratuito
Indirizzo Via Bonarelli, 2 - Piazza Vittorio Emanuele
Telefono +39 0 733 221 527 - +39 0 733 221 420 (Privati)
Proprietà: Ecclesiastica
Data costruzione: L' ex convento dei frati Agostiniani che lo ospita risale al XIII secolo

Petriolo

-Museo dei Legni Processionali “Mons. M. Manfroni”

Nato per volontà della Confraternita del SS. Sacramento come luogo di raccolta dei legni professionali, ma conserva al suo interno anche pregevoli opere d’ arte: tele del XVI secolo (Durante Nobili e Andrea De Magistris) e del XVIII secolo.


Sono inoltre da segnalare i lavori del Gualtieri e di Luigi Fontana, i reliquiari, le pianete e quanto rimasto delle suppellettili liturgiche delle chiese ormai sconsacrate del paese.
Estivo - Sabato e Domenica dalle ore 15.30 alle ore 19.00 - altri giorni a richiesta
Ingresso a offerta
E' situato nella piazza principale del paese (piazza S. Martino) accanto alla chiesa della Madonna della Misericordia.
Petriolo
Indirizzo Via M. Martello, 8
Telefono +39 0 733 550 601 - +39 0 733 550 603
approfondimenti
e-mail
Proprietà: Ecclesiastica

Pioraco

-Museo dei Fossili

Nel museo sono raccolti oltre 1200 reperti comprendenti pezzi di notevole rarità. Si tratta di una raccolta di fossili vegetali di età diverse, dall’età Paleozoica al Triassico superiore, e fossili animali dalle prime forme di vita ai mammiferi. Il Museo è stato realizzato grazie alla raccolta e alle donazioni di Spitoni Offerl.


Apertura Festivi e Prefestivi Mattino 10.30-12.30; Pomeriggio: 16.00-18.00. Apertura nei giorni feriali per visite su prenotazione di gruppi di almeno 15 persone
Ingresso omaggio (bambini 0-5;portatori handicap; scuole)
Ingresso Intero euro 2
Ingresso Ridotto euro 1,00 (bambini 6-14;over 65; forze armate;TCI)
Visita Guidata Interna euro 1,00
Visita Guidata Esterna euro 3
Laboratorio euro 2,00
Completo - Ingresso - Visite Guidate Laboratorio euro 6,00
Speciale - Ingresso - Visite Guidate euro 4,00

Centropolifunzionale
Indirizzo Via A. Pio
Fax +39 0737 427 15 Associazione turistica PRO Pioraco
Cellulare+39 366 587 186 6
e-mail
Proprietà: Comunale
-Museo dei Funghi

Il museo comprende circa 200 modelli di funghi realizzati in gesso che riproducono in maniera straordinaria nelle forme e nei colori le diverse specie esistenti. La realizzazione e la raccolta dei funghi è stata curata dalla sapiente maestria Offerl Spitoni.


Apertura Festivi e Prefestivi Mattino 10.30-12.30; Pomeriggio: 16.00-18.00. Apertura nei giorni feriali per visite su prenotazione di gruppi di almeno 15 persone
Ingresso omaggio (bambini 0 - 5 - portatori handicap - scuole)
Ingresso Intero euro 2
Ingresso Ridotto euro 1,00 (bambini 6 -14; over 65; forze armate; TCI)
Visita Guidata Interna euro 1,00
Visita Guidata Esterna euro 3
Laboratorio euro 2,00
Completo - Ingresso - Visite Guidate Laboratorio euro 6,00
Speciale - Ingresso - Visite Guidate euro 4,00

Indirizzo Centropolifunzionale Via A. Pio
Fax +39 0737 427 15 Associazione turistica PRO Pioraco
Cellulare+39 366 587 186 6
e-mail
Proprietà: Comunale
-Museo della Carta e della Filigrana

La produzione della carta risale al 1300 ed ancora oggi è una delle principali attività del paese le cui fasi storiche sono ben documentate nel Museo della carta e della filigrana ospitato nel palazzo comunale.


Nella sede Municipale si possono ammirare le mostre e i musei permanenti della carta, della filigrana e dei fossili, ed una "gualchiera prolaquense", ovvero la ricostruzione di una piccola cartiera mediovale, con la dimostrazione pratica dell'antica lavorazione della carta fatta a mano, come all'origine. Il museo ospita una raccolta di filigrane di epoche diverse che documentano l' attività svolta nella cartiera dai suoi maestri incisori. E' ancora possibile assistere alla produzione della carta con strumenti e tecniche del 1300. Tutte le filigrane esposte sono dono di privati collezionisti; tra esse figurano alcune rarità.
Apertura Festivi e Prefestivi Mattino 10.30-12.30; Pomeriggio: 16.00-18.00. Apertura nei giorni feriali per visite su prenotazione di gruppi di almeno 15 persone
Ingresso omaggio (bambini 0-5; portatori handicap;scuole)
Ingresso Intero euro 2
Ingresso Ridotto euro 1,00 (bambini 6-14;over 65; forze armate;TCI)
Visita Guidata Interna euro 1,00
Visita Guidata Esterna euro 3
Laboratorio euro 2,00
Completo - Ingresso - Visite Guidate Laboratorio euro 6,00
Speciale - Ingresso - Visite Guidate euro 4,00

Palazzo Comunale
Indirizzo L.go G. Leopardi, 1
Fax +39 0737 427 15 Associazione turistica PRO Pioraco
Cellulare+39 366 587 186 6
e-mail
Proprietà: Comunale

Pollenza

-Museo Civico di Palazzo Cento

La raccolta archeologica è stata recentemente riallestita all’interno di Palazzo Cento, residenza signorile del XVI secolo, che accoglie oggi anche un’interessante pinacoteca, una pregevole collezione di ceramiche fabbricate a Pollenza tra il 1810 e il 1905, mobili d’epoca e una singolare raccolta di crocefissi. La mostra dei reperti archeologici è allestita in una stanza al primo piano, preceduta dall’esposizione, lungo il corridoio d’ingresso, di una statua femminile frammentaria e acefala.
L’impianto originario dell’edificio risale al XVI secolo ma ha subito vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli successivi (XVII-XVIII sec.) che ne hanno inevitabilmente modificato l’aspetto originario.


Il museo è composto da due nuclei di reperti. Il primo è stato costituito grazie ai rinvenimenti occasionali rinvenuti in località Montefrancolo, tutti riferibili ad un insediamento romano. Questa origine è documentata, tra l'altro, da un torso maschile in marmo, forse Apollo; da una statua femminile vestita di chitone e coperta da un mantello di pelle ferina, alla quale è stata ricollegata una testa con una acconciatura detta "a melone"; infine da una testa femminile in arenaria. Il secondo nucleo della raccolta si è formato a seguito di alcuni scavi condotti alla metà degli anni '40 sempre in località Montefrancolo. Tra i reperti si segnalano un corno di cervo lavorato, frammenti di ceramica d'impasto, vasi ed oggetti di bronzo, vaghi di collana, che documentano un'occupazione ininterrotta del sito dall'età del bronzo fino all'età del ferro. Recente rinvenimento ed esposizione al piano terra del museo riguarda mosaici pavimentali tipici del periodo repubblicano tra Silla ed Augusto, ed un prezioso èmblema rappresentante una scena mitologica, di caccia al cinghiale, ispirata ai modelli del IV-III sec. a.C. Questo tappeto musivo, realizzato con tesserine di marmi colorati, di terracotta e di pasta vitrea, è ulteriormente incorniciato da un motivo a rombi (opus vermiculatum) dalla ricca scala cromatica: ai colori tradizionali, si aggiungono sfumature dall'azzurro al verde mare.
Visita su richiesta
Indirizzo Via Roma, 32
Telefono +39 0 733 548 711 (Comune)
-Museo della Vespa

Quella conservata presso i locali di Palazzo Cento a Pollenza è una collezione unica. Un lavoro di raccolta e di cura fatto dal pollentino Marco Romiti e che oggi attrae visitatori da tutta Italia. Il mito della Vespa è raccontato in queste stanze con una panoramica ricchissima di motoveicoli in ottime condizioni e di oggetti legati a tutto il mondo Vespa Club. Visitando questa collezione e ammirando i più bei prodotti Piaggio si ripercorrono gli anni del secondo dopoguerra, della ricostruzione italiana difficile ma entusiasta, di un’economia in ascesa e di una grande voglia di libertà che percorreva da nord a sud l’Italia…in sella a una Vespa.


Visita su richiesta
Indirizzo Via Roma, 32
Telefono +39 0 733 548 711 (Comune)
-Pinacoteca Comunale

All’interno del complesso museale di Palazzo Cento si trova la Pinacoteca comunale. Essa è rappresentativa del percorso artistico compiuto dai maggiori pittori pollentini. Vi sono inoltre raccolte le tele di altri stimati artisti che, pur non essendo pollentini, hanno vissuto nel nostro territorio e l’hanno amato, e talvolta dipinto.


Il nucleo principale del Museo è costituito dalle pazienti raccolte di due concittadini: Giuseppe Fammilume e Don Nazzareno Buldorini che fin dal 1928 iniziarono a ricercare, catalogare e conservare oggetti, carte, documenti e quant'altro testimoniasse l'evoluzione storica della città. Altro materiale venne ad arricchire il Museo con le donazioni degli eredi del Cardinale Fernando Cento e delle famiglie Niccolai, Monti, Failla, e di altri cittadini. Oltre ai reperti archeologici databili al IX e VII secolo a.C., a statue e teste del periodo romano, si conservano nel Museo arredi del XVIII secolo; oggetti appartenenti al Cardinale Fernando Cento, documenti napoleonici, costumi del folklore marchigiano, un esposizioni di armi, vessilli delle società artigiane locali, dipinti provenienti da antiche chiese del territorio e dal patrimonio comunale oltre a dipinti di arte contemporanea di pittori pollentini.
Visita su richiesta
Indirizzo Via Roma, 32
Telefono +39 0 733 548 711 (Comune)

Porto Recanati

-Mostra Archeologica permanente “Storia di una paesaggio rivelato”

Un paesaggio che si legge come un libro di storia, quello della valle marchigiana del fiume Potenza, importante corridoio di comunicazione tra gli Appennini e l’Adriatico fin dall’antichità.


Grazie soprattutto ai recenti sistemi di indagine non invasiva e alle prospezioni intensive condotte dall'Università di Gent, si dispone oggi di una straordinaria quantità di informazioni che, unite a quelle note dalle precedenti e più tradizionali ricerche archeologiche, delineano in modo esemplare l'impatto della romanizzazione su questi territori e l'interazione culturale tra Romani, Piceni e altre popolazioni che abitarono la zona. Una particolare attenzione è riservata alla città costiera di Potentia, colonia fondata all'inizio del II secolo a.C. che, con la sua posizione cruciale tra la valle e il mare, fu essenziale per la formazione di questo antico paesaggio romano.
Apertura invernale_da martedi a domenica: ore 9.30-12.30; da martedì a venerdì: ore 15.00-18.00; sabato e domenica: ore 17.00 -20.00
Indirizzo Castello Svevo Piazza F.lli Brancondi, 1
Telefono +39 071 7591283
Proprietà: Comunale
-Pinacoteca Comunale “Attilio Moroni”
Pinacoteca

La Pinacoteca comunale ‘A. Moroni’ è stata istituita dal Comune di Porto Recanati in seguito alla donazione del Prof. Attilio Moroni (Porto Recanati, 1909 – Recanati, 1986), docente e poi rettore all’Università degli Studi di Macerata, appassionato e collezionista di opere d’arte.


Egli raccolse moltissime opere appartenenti al Cinquecento e al Seicento e, in particolare, dipinti italiani e stranieri dell’Ottocento e del primo Novecento, dando luogo a una delle più importanti raccolte di arte moderna della Regione. La Pinacoteca è ospitata nelle sale superiori del Castello Svevo ed è articolata in sette sale, la prima delle quali è stata dedicata al pittore portorecanatese Biagio Biagetti, esponente di rilievo dell’arte sacra del Novecento, nonché membro della Pontificia Accademia dei Virtuosi del Pantheon e direttore della Pinacoteca Vaticana. In una delle sale adiacenti sono esposte preziose tele del XVI e XVII secolo, tra le quali è d’obbligo citarne alcune molto suggestive, come quelle attribuite a Carlo Maratta, Luca Giordano, Rosso Fiorentino e allo Spagnoletto. Nell’androne sono presenti disegni e dipinti, tra i quali spiccano quelli di Adolfo De Carolis, Domenico Morelli, Felice Casorati e Remo Brindisi. Le altre sale ospitano dipinti appartenenti alle più importanti scuole pittoriche dell’Ottocento italiano, quali la Scuola Toscana, la Scuola Romana, la Scuola Veneta, la Scuola Napoletana e la Scuola Settentrionale. Da segnalare in particolare tra queste i dipinti di Irolli, De Pisis, Signorini, Mancini, De Nittis, Soffici, Postiglione. Inoltre, le sale in questione sono impreziosite da sculture, ceramiche ed alcuni vasi antichi.
Apertura invernale da martedi a domenica: ore 9.30-12.30; da martedì a venerdì: ore 15.00-18.00; sabato e domenica: ore 17.00 -20.00
Indirizzo C/o Castello Svevo, Piazza Brancondi
Telefono +39 071 7591283
e-mail
Proprietà: Comunale

Potenza Picena

-Pinacoteca Civica Raccolta d’Arte “B. Biancolini”

La raccolta è ospitata nei locali del Convento di San Francesco, costruzione del XVIII secolo, dove hanno sede anche l’Archivio Storico e la Biblioteca.


La collezione più interessante è costituita da una serie di dipinti, che provengono soprattutto dalle chiese demolite del territorio comunale. Completano la raccolta alcune sculture lignee, tra le quali si segnalano quelle dorate raffiguranti gli Apostoli del sec. XVII; una raccolta di paramenti, oggetti ed arredi sacri; un'altra di messali e antifonari dei secc. XVI-XVII; una piccola serie di armi dei secc. XIX-XX e i meccanismi di orologi della torre civica del sec. XIX. In una stanza adiacente sono in mostra gessi, terracotte e ferri battuti della ex scuola d'arte "Andrea Della Robbia", istituita nel tardo Ottocento. Raccoglie circa 30 dipinti, tra i quali si segnalano:" La Vergine in trono col Bambino tra i santi Martino e Rocco", di Simone De Magistris. Inoltre vi si ammirano una raccolta di paramenti,oggetti ed arredi sacri; messali ed antifonari (secc. XVI-XVII); una piccola raccolta di armi (secc. XIX-XX); meccanismi di orologi della torre civica (sec. XIX).
Aperto dalle ore 16.00 alle ore 19.30 il mercoledì ed il sabato, gli altri giorni su richiesta
Ingresso gratuito
Indirizzo Via Trento, 3
Telefono +39 0 733 671 963 (biblioteca comunale)
e-mail
Proprietà: Comunale

Recanati

-Museo d’Arte Contemporanea e dei Pittori dell’ Emigrazione Complesso Sant’Agostino

Il Museo di Arte Contemporanea e dei Pittori dell’Emigrazione, inaugurato nell’aprile del 2001, ospita le opere di artisti come: Virgilio Guidi, Cesare Peruzzi, Arnaldo Ciarocchi, Luigi Bartolini, Wladimiro Tulli, Aurelio De Felice, Domenico Purificato, Vespignani, Pomodoro, Maggiori, Ciaurro, Fabri ecc… Il Museo è suddiviso in quattro sezioni: astrattismo, pittori umbri, grafica e pittori recanatesi del ‘900; due sale sono dedicate a Wladimiro Tulli e Lorenzo Gigli, pittore recanatese vissuto e morto a Buenos Aires.


Il Museo è suddiviso in quattro sezioni: astrattismo, pittori umbri, grafica e pittori recanatesi del '900; due sale sono dedicate a Wladimiro Tulli e Lorenzo Gigli, pittore recanatese vissuto e morto a Buenos Aires.
Su prenotazione.
Telefono +39 0 71 757 041 0
-Museo della Chitarra, Palazzo comunale

Ospitato all’interno del Palazzo Comunale, espone una ricca raccolta di chitarre che testimonia il ruolo di spicco della ditta Eko negli anni ’60/’70 nella produzione di strumenti musicali apprezzati in Italia e all’estero. Nella stessa sede si possono ammirare anche le sale leopardiane che custodiscono manoscritti ed atri cimeli, oltre che alcune ceramiche di Rodolfo Ceccaroni, insigne ceramista della Scuola di Faenza.


Nella stessa sede si possono ammirare anche le sale leopardiane che custodiscono manoscritti ed atri cimeli, oltre che alcune ceramiche di Rodolfo Ceccaroni, insigne ceramista della Scuola di Faenza.
Temporaneamente chiuso per lavori di restauro
-Museo Didattico artistico Giacomo Leopardi C.N.S.L.

Orario: 10.00/13.00-17.00/19.00. Sabato: 10.00/13.00.
Telefono +39 0 717 57 060 4
-Museo Diocesano Cattedrale San Flaviano

Il vecchio Episcopio, risalente come l’antica Cattedrale del ‘300, è ora adibito a Museo Diocesano di arte sacra, ricco di dipinti (sec. XIV – XVI), sculture, reperti archeologici, preziosi reliquari ecc. Il Museo raccoglie opere d’arte sacra tra cui una “Sacra Famiglia” su tavola di Daniele da Volterra, una “Madonna” attribuita al Mantegna, una “Madonna” del Sassoferrato e una “Santa Lucia” del Guercino.


Il Museo raccoglie opere d'arte sacra tra cui una "Sacra Famiglia" su tavola di Daniele da Volterra, una "Madonna" attribuita al Mantegna, una "Madonna" del Sassoferrato e una "Santa Lucia" del Guercino.
Su prenotazione.
Indirizzo Via Gregorio XII
Telefono +39 0 71 757 041 0
Proprietà: Ecclesiastica
-Museo e Biblioteca “G. Leopardi”

Sulla destra di Piazza Sabato del Villaggio sorge il Palazzo Leopardi, imponente costruzione del XVI secolo la cui facciata in cotto fu disegnata da Orazio Leopardi, prozio del poeta, unendo due precedenti edifici. E’ la casa natale di Giacomo, tuttora abitata dai suoi discendenti.


All' interno sono visitabili i locali della biblioteca che, oltre alle migliaia di volumi raccolti da Monaldo, espone i quaderni di Giacomo bambino con traduzioni di Orazio, tabelle astronomiche e altri saggi della sua straordinaria precocità, la scrivania con il calamaio e, alle pareti, il ritratto a matita l' unico mai fatto a Leopardi in vita dal quale furono poi ricavati tutti i successivi. La preziosa biblioteca, voluta dal padre di Giacomo, Monaldo Leopardi è costituita da circa 25000 volumi. Negli ultimi anni il palazzo ha ospitato mostre di grande qualità anche sugli aspetti meno noti del poeta.
Orario estivo: 9.00/18.00; sab/dom: 9.00/19.00.Orario invernale: 9.30/12.30-14.30/17.30.
Indirizzo Via Giacomo Leopardi, 14
Telefono +39 0 71 757 338 0
Proprietà: Privata
-Museo Gigli

Situato all’interno del Teatro Persiani, si è costituito tramite le donazioni della famiglia Gigli. Vi sono esposti diversi costumi di scena di pregevole fattura appartenuti al tenore, numerose onorificenze ed altri ricordi della sua lunga carriera.


Per informazioni rivolgersi al Museo Civico Villa Colloredo (Tel. +39 071 757 041 0)
-Pinacoteca Civica Villa Colloredo Mels Lotto e Museo Uncini

Il museo è diviso in tre sezioni: una archeologica che espone reperti rinvenuti in occasione di scavi nel territorio recanatese; una d’arte moderna in cui sono conservate opere che vanno dal XIII sec. ad oggi, tra le quali spiccano le prestigiose tele di Lorenzo Lotto (il Polittico di San Domenico, la Trasfigurazione, il San Giacomo e l’Annunciazione) , un polittico di Pietro di Domenico da Montepulciano e una Presentazione al Tempio attribuita al Pomarancio; infine uno spazio adibito a mostre temporanee.


Orario estivo 9.00/13.00-15.00/20.00.Orario invernale 9.00/12.00-15.00/19.00.Chiuso il lunedì.
Telefono +39 0 717 570 410
-Tracce – Per un museo del Patrimonio Industriale, Villa Colloredo Mels

La Mostra rappresenta la cultura ed i valori di questo territorio. Lungo il percorso espositivo sono state selezionate alcune “eccellenze” della produzione industriale e dei valori aziendali dei 26 soggetti che sono all’interno dell’associazione. Questi aspetti sono stati raccolti in sei temi (Arte, Design, Comunicazione, Locale/Globale, Innovazione e Responsabilità sociale) attraverso i quali si è cercato di sintetizzare uno straordinario panorama industriale così eterogeneo e stimolante.


Questi aspetti sono stati raccolti in sei temi (Arte, Design, Comunicazione, Locale/Globale, Innovazione e Responsabilità sociale) attraverso i quali si è cercato di sintetizzare uno straordinario panorama industriale così eterogeneo e stimolante.
Orario estivo 9.00/13.00-15.00/20.00. Orario invernale 9.00/12.00-15.00/19.00. Chiuso il lunedì.
Telefono +39 0 717 570 410
Cellulare+39 334 91 57 632

Ripe San Ginesio

-Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea
Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea

La Pinacoteca Comunale di Arte Contemporanea di Ripe San Ginesio vanta significative testimonianze della contemporaneità integrate al territorio.
La ricca collezione nasce in seguito alle donazioni effettuate in occasione di “RipeArte”, esposizione a carattere contemporaneo allestita annualmente nei vicoli e nelle piazze del suggestivo borgo medievale dal 1982, grazie all’iniziativa di giovani pittori, scultori e abitanti appassionati.


Aperto tutti i giorni su prenotazione
Indirizzo Via Dante Alighieri, 24
Telefono +39 0 733 500 102 - +39 0 733 500 374 (comune)
Proprietà: Comunale

San Ginesio

-Museo Civico

Esso è costituito da un gruppo di dipinti di notevole interesse, provenienti da chiese locali, di artisti marchigiani del XV-XVI secolo.
Proprietà: Comunale
-Pinacoteca Civica “S. Gentili”

Il Museo Civico “Scipione Gentili” allestito nell’ex chiesa di S. Sebasiano ( XIV secolo), edificio in puro stile romanico, alle spalle della Collegiata, si trova un’interessante serie di opere d’arte figurativa che vanno dalla seconda metà del Quattrocento al tardo Seicento, non esclusa parte del secolo XVIII.


Degne di attenzione sono le due tavole del ginesino Stefano Folchetti (1430-1513); una Pietà di Simone de Magistris (1540-1612); una Madonna con Bambino e Santi di Vincenzo Pagani (1490-1568). Interessante il quadro di S. Andrea, meglio conosciuto come Battaglia tra Ginesini e Femani, recentemente attribuito con certezza al pittore Nicola da Siena. In due grandi vetrine illuminate sono raccolti molti reperti archeologici esposti nel 1991 a Palazzo Grassi di Venezia in occasione della mostra dedicata ai Celti ed alla loro civiltà. Nella sezione moderna sono conservate opere di autori contemporanei, tra i quali si distinguono molte grafiche di incisori come Servolini, Bartolini, Ciarrocchi, Mainini ed alcune sculture del ginesino Nino Patrizi, di Pirrone, Luchetti, Ricottini.
Aperto su richiesta
Ex ufficio imposte
Indirizzo Via Capocastello, 35 (Sez. Moderna)
Telefono +39 0 733 656 022
Proprietà: Comunale
-Pinacoteca Comunale “S. Gentili”

Il Museo si trova nell’ex Chiesa di San Sebastiano del XIV sec. e comprende una collezione di dipinti di Stefano Folchetti, Simone De Magistris e Vincenzo Pagani. Il Museo Civico “Scipione Gentili” allestito nell’ex chiesa di S. Sebasiano ( XIV secolo), edificio in puro stile romanico, alle spalle della Collegiata, si trova un’interessante serie di opere d’arte figurativa che vanno dalla seconda metà del Quattrocento al tardo Seicento, non esclusa parte del secolo XVIII.


Degne di attenzione sono le due tavole del ginesino Stefano Folchetti (1430-1513); una Pietà di Simone de Magistris (1540-1612); una Madonna con Bambino e Santi di Vincenzo Pagani (1490-1568). Fra tutte le altre spiccano per la loro notorietà e per la relazione con la storia di San Ginesio. Il Matrimonio mistico di S. Caterina di Alessandria, ed il Quadro di S. Andrea, meglio conosciuto come Battaglia tra Ginesini e Femani,recentemente attribuito con certezza al pittore Nicola da Siena.In due grandi vetrine illuminate sono raccolti molti reperti archeologici esposti nel 1991 a Palazzo Grassi di Venezia in occasione della mostra dedicata ai Celti ed alla loro civiltà. Nella sezione moderna sono conservate opere di autori contemporanei, tra i quali si distinguono molte grafiche di incisori come Servolini, Bartolini, Ciarrocchi, Mainini ed alcune sculture del ginesino nino Patrizi, di Pirrone, Luchetti, Ricottini. Ecc.
Aperto nel periodo estivo tutti i giorni escluso il lunedì: dalle ore 10.00 alle ore 13.00 nel pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 19.00
Ingresso
Indirizzo Via R. Merelli, 14 (Sez. Antica)
Telefono +39 0 733 652 056
e-mail
Proprietà: Comunale

San Severino Marche

-Galleria Comunale d’Arte Moderna – Collezione “Filippo Bigioli”

La Galleria D’arte Moderna conserva una raccolta di quadri d’arte contemporanea e una collezione di dipinti di Filippo Bigioli, pittore e incisore dell’800.


Il palazzo comunale, edificato nel 1764, ha il piano di rappresentanza di notevole valore artistico con sale ottocentesche decorate e arredate. La Sala degli Stemmi, dipinta da Raffaele Fogliari, propone nel fregio gli scudi gentilizi delle famiglie sanseverinati. La Sala d'Accoglienza, ora sala consiliare, ha il soffitto affrescato con scene marine di Najadi e Tritoni ed alle pareti due grandi tele dipinte da Mariano Piervittori nel 1884, raffiguranti l'una Bartolomeo Eustachio che mostra le sue tavole anatomiche, l'altra Eustachio Divini che illustra il suo cannocchiale al granduca di Toscana Ferdinando II dei Medici. Al centro del soffitto il pregevole lampadario dei primi anni dell'ottocento realizzata dalla locale fabbrica di vetri e cristalli, ora non più operante, che produceva veri e propri capolavori. Le tre sale attigue - la prima delle quali ha il soffitto decorato con motivi di armi, elmi e cimieri ed è arredata con spendide consoles d'epoca - custodiscono la collezione Bigioli. Filippo Bigioli, pittore e illustratore, nato a San Severino nel 1798 e morto a Roma nel 1878, svolse la sua attività tra Roma e le Marche lasciando nella nostra città diverse opere. La raccolta consente di approfondire l'attività pittorica dell'artista che spazia dal dipinto storico, Pio IX saluta Ferdinando II e Giorgio il Nero, a quello di costume: la Passeggiata al Pincio. Il tema religioso è presente con la Sacra Famiglia, una Deposizione e numerosi bozzetti; possono essere ammirate opere di impronta neoclassica come le Bagnanti, Iride portata dagli Zefiri e i vari putti e amorini. Il Bigioli nutrì per il mondo dantesco un interesse particolare evidenziato sia dai dipinti sull'Allegoria dei Funerali di Dante e su Paolo e Francesca ma soprattutto dalla Galleria Dantesca di cui si possono ammirare i 27 bozzetti ad olio ricavati dai tre canti della Divina Commedia, che gli furono commissionati per la successiva realizzazione di altrettanti dipinti a finto arazzo di grandi dimensioni.
Visite a richiesta: rivolgersi alla Pro Loco tel. +39 0733 638414 info@prolocossm.sinp.net
Ingresso gratuito

Palazzo Comunale
Indirizzo Piazza del Popolo, 45 - Palazzo comunale
Telefono +39 0 733 638 414
approfondimenti
e-mail
Proprietà: Comunale
-Museo civico archeologico “G. Moretti”

Il Museo archeologico G. Moretti conserva reperti preistorici, piceni (dalle vicine necropoli di Frustellano e Pitino) ed Etruschi e, soprattutto pezzi provenienti dagli scavi dell’ antica Septempeda. Il Museo conserva una notevole collezione archeologica (raccolta da D. Pascucci nella seconda metà dell’800).


Il Museo intitolato all'archeologo sanseverinate Giuseppe Moretti, istituito nel 1972 ed ospitato dal 2003 nei locali dell'Antico Episcopio del nucleo medioevale di Castello al Monte, offre un significativo quadro d'insieme della storia del territorio. Il percorso espositivo si snoda dalle culture preistoriche alle soglie dell'età medioevale attraverso le testimonianze dell'età picena e dell'età romana.I reperti raccolti nella prima sezione provengono quasi totalmente dalla collezione Pascucci, il quale nella seconda metà dell'800 raccolse più di duemila pezzi litici dell'età preistorica ascrivibili alle fasi del Paleolitico, Neolitico, Eneolitico e Età del Bronzo.L'età protostorica con la civiltà Picena è ampiamente documentata da reperti archeologici che vanno dal VII al IV-III sec. a.C. provenienti dall'abitato sulla sommità del Colle e dalle tre necropoli di Monte Penna, Frustellano e Ponte di Pitino. I preziosi corredi funerari esposti testimoniano l'elevata cultura dei Piceni - arricchita dai rapporti con l'Etruria, la Grecia e il vicino Oriente -: statuette di Marte, schinieri e elmi in bronzo, pomelli in avorio. Dei sepolcreti di Stigliano e Carpignano le pregiate kylix attiche a figure nere o rosse (V sec. a.C.) e vasi etruschi tra cui skyphoi e poculum databili tra il IV e il III sec. a.C. Tra III e II sec. a.C., con l'espansione della civiltà Romana nell'Italia centrale adriatica, si costituirono il "conciliabulum" e il centro di "praefectura" da cui si formò il "municipium di Septempeda"; da qui provengono gli unguentari, i frammenti in marmo dei Fasti Consolari Settempedani, la preziosa statuetta in bronzo di Mercurio, cippi funerari, urne cinerarie, materiale epigrafico e preziosi mosaici pavimentali della domus urbana a motivi geometrici e zoomorfi. Dall'area delle terme i frammenti delle decorazioni architettoniche e delle coppe di cui una a vernice nera con bollo in "planta pedis" ascrivibile al I sec. d.C.

Sezione Geologico-Paleontologica

Aperture da ottobre a giugno:
Sabato, domenica e festivi 10-13/15-18
Aperture da luglio a settembre:
dal martedì alla domenica 10-13/16-19 lunedì chiuso (eccetto i festivi)
Info: ProLoco +39 0733638414
Le aperture potranno subire variazioni durante le festività pasquali e natalizie
Attualmente il Museo Archeologico è inagibile
Indirizzo Via Castello al Monte
Telefono +39 0 733 633 919
e-mail
Proprietà: Comunale
-Museo del Territorio “O. Poleti”

Il museo è espressione di tre diverse realtà: una casa colonica, il giardino botanico ed il museo vero e proprio che custodisce testimonianze della civiltà contadina, artigianale e protoindustriale.


Il Museo del Territorio è l'espressione di tre diverse realtà: una casa colonica, il giardino botanico e la sede espositiva vera e propria.La casa colonica, con la sua aia e la capanna con il biroccio (carro agricolo) e altri attrezzi agricoli, ha la consueta scala esterna interamente coperta, da cui si accede al piano abitato dalla famiglia contadina: fedelmente arredati gli interni con mobili e suppellettili degli inizi del '900 con il paiolo appeso nel camino, madia, casseruole e cuccume di rame, letti in ferro e pagliericci di foglie di granturco, un "prete" di legno e la relativa "monica" di coccio. A pianterreno: la stalla con le mangiatoie, i gioghi, i morsi, una sella alla buttera e vari strumenti per l'igiene del bestiame, una cantina e un terzo vano dove è sistemato un telaio con cui le donne producevano tutti i tessuti necessari per la vita della casa.L'orto botanico è stato realizzato in un largo spazio esterno tra la casa colonica e il Museo vero e proprio, per rispondere ad una esigenza di rappresentatività floristica del territorio. Qui - come significativa proposta di interesse anche ambientale - sono state messe a dimora circa 50 specie arboree locali come la quercia, il leccio, il tasso, il biancospino, l'agrifoglio, il bosso, il corniolo, l'olmo, il carpino. Il Museo, annesso ai locali dell'Istituto comprensivo "P. Tacchi Venturi", è diviso in varie sezioni supportate da foto e attrezzature riguardanti la vita contadina (tra cui voltarecchia, macina per olive, torchio per uva), le attività artigianali (oggetti proveniente dalle botteghe dei cappellai e dei sarti, miscelatore a gas per gassose), e le attività proto-industriali tra cui antichi strumenti appartenuti all'Azienda Elettrica Municipale degli anni '20, utilizzati per l'illuminazione pubblica, antiche macchine usate in tipografia degli inizi del secolo, un carro-lettiga, una pompa a mano antincendio.
Per visite rivolgersi all’Istituto Comprensivo “P. Tacchi Venturi” tel. +39 0733 638377
Ingresso gratuito

Indirizzo Viale Collio
Telefono +39 0 733 638 377 (Istituto Comprensivo)
approfondimenti
e-mail
Proprietà: Comunale
-Pinacoteca civica “P. Tacchi Venturi”

Il palazzo, risalente al XV secolo ed eretto dalla famiglia Manuzzi, ospita la Pinacoteca comunale intitolata a padre Tacchi-Venturi, noto studioso locale di storia delle religioni. La Pinacoteca è stata costituita nel 1974 e custodisce opere che vanno dal XIV al XVII. Il pezzo più pregiato della collezione è sicuramente la Madonna della Pace del Pinturicchio, tavola ritenuta da molti il suo capolavoro per lo splendore dei colori e la ricchezza del paesaggio. Tra le altre opere si ricordano un Crocifisso ligneo del XIII-XIV secolo, alcuni affreschi provenienti dalla demolita chiesa di S. Francesco al Castello e l’ affresco con Storie di S. Giovanni evangelista dei fratelli Lorenzo e Iacopo Salimbeni; inoltre un polittico di Vittore Crivelli (Madonna e Santi) e uno dell’ Alunno (Madonna col Bambino e angeli).

Altri pittori presenti sono Allegretto Nuzi, Lorenzo d’ Alessandro, Paolo Veneziano, Bernardino di Mariotto. La Pinacoteca civica ha sede nel primo piano del cinquecentesco Palazzo Manuzzini che conserva traccia della primitiva costruzione di stile gotico e nel cortile interno resti di una torre del secolo XI. Costituita nel 1974, custodisce opere che vanno dal XIV al XVII secolo, già conservate in parte nella civica residenza in seguito alla soppressione degli ordini religiosi, in parte concesse al Comune dal Capitolo dei Canonici e dalla Diocesi di San Severino; la raccolta è distribuita in sei sale e ordinata secondo un criterio cronologico. Nella prima sala si impone un dipinto su tavola raffigurante la Madonna dell’Umiltà firmato e datato 1366, opera del pittore fabrianese Allegretto Nuzi. Il fondo dorato , la monumentalità della figura della Vergine il manto stesso minuziosamente decorato a fiorellini rimandano alla cultura pittorica senese. Nella stessa sala è custodito un polittico di Paolo Veneziano, testimonianza della pittura trecentesca veneta che conferma gli stretti rapporti tra la Serenissima e le Marche. L’opera, mancante di predella e di parte centrale, come fa supporre il modo di disporsi dei Santi rivolti verso il centro del dipinto, presenta chiari elementi bizantineggianti caratterizzati dalla immobilità statuaria dei peronaggi dagli incarnati color olivastro ed evidenziati dalla profusione d’oro che fa da sfondo alle figure. La ricchezza degli ornamenti ed il gusto per il dettaglio, evidenti nelle figure della Santa Caterina e del drago ai piedi di San Michele, sono già un preludio alla civiltà del gotico internazionale. Nella seconda sala si possono ammirare oggetti di oreficeria sacra come un reliquiario di Jacopo Cavazza del 1326, un cofanetto eburneo del XIV e antifonari del XIV e XV secolo. Nella stessa sala si conservano affreschi di scuola marchigiana della seconda metà del Trecento, provenienti dalla distrutta chiesa di San Francesco, a conferma dell’elevato livello di produzione pittorica che animava la vita artistica della San Severino del XIV secolo, già promessa alla pittura salimbeniana. La terza sala è dedicata ai fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da San Severino, contemporanei di Gentile da Fabriano da cui sono stati in parte influenzati. Hanno rielaborato altre fonti della complessa cultura fiorita europea, operando una vera rivoluzione linguistica nel mondo pittorico marchigiano dei primissimi anni del Quattrocento.Validi documenti di questa tendenza sono costituiti dal trittico Lo Sposalizio di Santa Caterina, datato 1400, firmato dal solo Lorenzo, impreziosito da una squisita eleganza formale e raffinatezze cromatiche che si ritrovano anche nella Santa Lucia. Numerosi altri affreschi provenienti da varie chiese della città completano il quadro pittorico salimbeniano. Altro artista settempedano della seconda metà del’ 400, legato alla pittura di transizione tra Gotico e Rinascimento, è Lorenzo d’Alessandro di cui la Natività, la Madonna col Bambino, e la Pietà arricchiscono la quarta sala. Lorenzo, pur rimanendo legato alla tradizione pittorica locale, rielaborò le innovazioni che giungevano a San Severino da Toscana, Umbria e Veneto, cogliendo in particolare dall’Alunno l’espressività dei personaggi e dal Crivelli il senso del colore ed il gusto per l’ornato. Nella stessa sala è custodito il polittico che Vittore Crivelli, molto attivo nelle Marche insieme al fratello Carlo, eseguì per la Chiesa di Santa Maria delle Grazie; l’opera stupisce per cromatismo, ricchezza decorativa e minuzia dei particolari. Nella quinta sala si può ammirare un polittico dell’Alunno firmato e datato 1468, eseguito per il Duomo Vecchio. L’opera completa di predella che cuspidi gotiche, rappresenta la Madonna con il Bambino e Santi.Nel dipinto elementi di gusto gotico si contemperano con le nuove esperienze prospettiche del Rinascimento. Il San Sebastiano, è una novità iconografica, un vero e proprio ritratto rinascimentale. Bernardinodi Mariotto, che a San Severino tenne scuola dal 1502 al 1521, ereditando la bottega del locale Lorenzo d’Alessandro è presente co quattro opere Madonna del Soccorso, Annunciazione e due Pietà, testimonianza della Scuola Umbra. Della stessa scuola la Madonna della Pace del Pinturicchio, che raffigura la Madonna con il Bambino in atto di benedira, ai lati due figure diAngeli ed in basso quella del committente Liberato Faranchi Bartelli, priore della Collegiata di San Severino. L’oro profuso nel dipinto fonde la sfarsozità dei broccati e delle seti con i toni verdi e azzurrognoli del paesaggio che si intravede dietro le aureole in una luce crepuscolare. Completano la raccolta opere esposte nella sesta sala, tra cui due tele della scuola del Pomarancio raffiguranti San Cristoforo e San Giacomo, quattro formelle lignee di arte popolare del XVI secolo, una Deposizione di artista ignoto, un Martirio di San Bartolomeo di anonimo artista lombardo, due miniature sul lavagna di scuola bolognese del XVII secolo. Al centro della sala sono esposti tre globi, due terraquei e uno celeste, di cartografi ed incisori nord europei del XVII. Spicca per monumentalità un coro ligneo del 1513 eseguito dalla bottega artigiana di Domenico Indivini.

E’ una delle raccolte d’arte antica più preziose e ricche delle Marche. Espone opere dipinte per la città fra Trecento e Seicento dagli artisti della scuola pittorica locale che al principio del Quattrocento si impose come una delle più avanguardiste d’Europa, e da autori forestieri. Vi si confermano il polittico di Paolo Veneziano, capolavoro della pittura trecentesca adriatica, fra le opere venete del secolo una di quelle penetrate più internamente nel territorio marchigiano ed entrata in un’area già pienamente inserita nella temperie giottesca. Caposaldo nelle Marche delle umanissime verità epidermiche della pittura dei seguaci di Giotto è la Madonna dell’Umiltà del fabrianese Allegretto Nuzi, protagonista della scena artistica fiorentina dopo la metà del XIV secolo. Ricchissima la raccolta della produzione dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni che proposero da San Severino una versione del gotico fiorito meno azzimata e più vernacolare, immortalando sulle pareti delle chiese la San Severino del loro tempo con un’imparagonabile vis comica al limite del buffonesco e spalleggiati da un frizzante bagaglio di invenzioni narrative.

— Accessi per disabili —

Visualizza la planimetria per individuare gli accessi per disabili:

Planimetria con accesso ai disabili

Planimetria accessi Pinacoteca per disabili



Aperture da ottobre a giugno:
Dal martedì al venerdì 9,15-13; sabato 9,15-13/15-18,30; domenica e festivi 10-13/15-18,30; lunedì chiuso (eccetto i festivi)
Aperture da luglio a settembre:
Dal martedì al sabato 9,15-13/15-19; domenica e festivi 9,30-13/15-19;lunedì chiuso (eccetto i festivi)
Info: ProLoco +39 0733638414
Biglietto intero € 5,00
Biglietto ridotto € 3,00 residenti, studenti universitari con tesserino, minori di 18 anni e ultrasessantacinquenni, gruppi di oltre 10 persone, studenti Edulingua
Ingresso gratuito minori di 12 anni, scolaresche con docenti, persone diversamente abili con accompagnatore
Indirizzo Via Salimbeni, 39
Telefono +39 0 733 638 095
approfondimenti
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Proprietà: Comunale
Data costruzione: Costituita nel 1974

Sarnano

-Museo del Martello collezione “Sergio Masini”

Nel Museo è documenta la storia del martello nell’utilizzo quotidiano e nel lavoro artigianale e industriale. Sono esposti martelli in bronzo, cristallo, cuoio, pietra e rame, pelle, acciaio e altri materiali.


La collezione è stata donata al Comune nel 1993 e consta di 500 pezzi provenienti da 40 paesi e rappresentanti oltre 100 mestieri; si va dalla riproduzione del martello e della cazzuola dell' Anno Santo del 1975 usata da Papa Paolo VI per aprire la Porta Santa, sino ai martelli usati dagli agricoltori, dai boscaioli, dai calzolai, dagli esattori delle tasse, dagli speleologi, dai gioiellieri, dai tipografi, ed altri.
Indirizzo Via Giacomo Leopardi, 179
Telefono +39 0 733 659 923 (biblioteca comunale)
Proprietà: Comunale
-Museo dell’Avifauna delle Marche collezione “Brancadori”

Il Museo comprende circa 867 esemplari di uccelli imbalsamati appartenenti a specie ancora rinvenibili nell’area dei Sibillini e in quella più vasta dell’Appennino centrale. I reperti, recentementi sottoposti ad interventi di restauro, costituiscono una testimonianza della grande varietà della fauna ornitologica marchigiana.


Indirizzo Via Giacomo Leopardi, 179
Telefono +39 0 733 659 923 (biblioteca comunale)
Proprietà: Comunale
-Museo delle Armi

La collezione è situata al piano terra del palazzo Comunale sorto nel 1328 (ex-convento dei Francescani, in seguito dei Filippini). Nel Museo sono allestite singolari collezioni di armi: la prima comprende circa 500 armi antiche da guerra e da caccia, dal ‘500 all’ultima guerra mondiale.


Indirizzo Via Giacomo Leopardi, 179
Telefono +39 0 733 659 923 (biblioteca comunale)
Proprietà: Comunale
-Museo “Mariano Gavasci”

Mariano Gavasci, nato a Sarnano ha studiato a roma all’Accademia di Belle Arti.


Egli esordì nel 1932 partecipando alle rassegne sindacali, alla Quadriennale d'anteguerra, alle mostre internazionali Coloniali di Roma e di Parigi. Nell'ultimo dopo guerra ha combinato la sua attività con la presenza in tutte le principali manifestazioni d'arte, tra cui le Quadriennali Romane, le mostre d'arte Sacra dell' Angelicum di Milano e di Roma (anno santo 1950) per invito. Alla I e II rassegna degli artisti Marchigiani a Roma (Palazzo delle Esposizioni). Sue opere figurano: alla Galleria d'Arte Moderna del Comune di Roma, al Senato della Repubblica, al Museo Coloniale, al Comune di Sabaudia, alla "Pro Civitate Christiana" di Assisi, al Comune di Sarnano, alla Collezione Gualino, presso Enti vari e presso privati estimatori. Si sono occupati della sua Arte critici dei più noti quotidiani e periodici.
Indirizzo Via Giacomo Leopardi, 179
Telefono +39 0 733 659 923 (biblioteca comunale)
Proprietà: Comunale
-Pinacoteca Comunale

La Pinacoteca contiene opere d’arte molto importanti, tra cui “L’Ultima Cena” di Simone De Magistris, una “Crocefissione” di Stefano Folchetti del 1513 e una “Madonna Adorante il Bambino con Angeli Musicanti” di Vittore Crivelli. Il nucleo principale della pinacoteca Civica di Sarnano è costituito dalle opere pervenute al Comune dal passaggio dei beni del convento dei Francescani e di altri conventi per effetto della soppressione degli organi religiosi a seguito del decreto Valerio del 1861.


Indirizzo Via Giacomo Leopardi, 179
Telefono +39 0 733 659 923 (biblioteca comunale)
Proprietà: Comunale

Sefro

-Museo degli Attrezzi Agricoli

I pezzi sono del Sig. Ferretti Florindo


Agosto: aperto tutti i giorni Luglio: solo la domenica
Indirizzo Torre di Sefro, Via Castello
Telefono +39 0 737 451 18 (Per Informazioni Comune di Sefro)
Proprietà: Privata
-Museo Naturalistico Didattico e della Cultura AgroSilvoPastorale

Visite su richiesta (anche di scolaresche) - telefonare allo 0737 45118 (Comune di Sefro) - La visita consente di comprendere meglio la vita d'un tempo, basata sulle cose essenziali, la raccolta del legname e la produzione di carbone. La visita al museo si gemella ad una eventuale escursione a Valle Scurosa, luogo incantevole di natura incontaminata
Presso ex edificio scolastico - Frazione di Sorti
Indirizzo Via Valle, 47

Serrapetrona

-Museo dell’Uomo

Attualmente inagibile in seguito al sisma del 2016

Nell’anno 1995 l’amministrazione comunale ristruttura una antica torre di guardia, situata all’ingresso del vecchio castello a fianco della piazza, con le rispettive buche dove uscivano le canne di cannone. All’interno della torre, grazie all’opera di Rinaldo Antolini, volontario locale, fu messo a punto un piccolo museo con tutti gli strumenti serviti all’uomo prima dell’evento della più sofisticata tecnologia. Gli oggetti sono stati donati dalle famiglie del circondario e guardandole si ha la sensazione di ripercorrere lo sviluppo socio – economico della collettività di Serrapetrona. Dal 2013 questa raccolta è stata trasferita nelle sale inferiori della Pinacoteca Comunale ed arricchita di ulteriori oggetti.
Apertura nei mesi estivi e su prenotazione al Comune.


Nell'anno 1995 l'Amministrazione Comunale fece ristrutturare una torre di guardia del XII sec., al cui interno è stato collocato un piccolo museo con gli strumenti di lavoro caratteristici dell'età pre-industriale: attrezzi artigianali ed agricoli, manichini con costumi, forche in legno, una seminatrice azionata a mano, macine a mano per farro, tornio a pedale, torchi, strumenti del medico condotto dei primi del Novecento. Il museo è visitabile con apposita guida; tutti gli oggetti sono stati donati dalle famiglie del circondario.
Aperto su prenotazione al Comune
Ingresso gratuito
Indirizzo Via San Francesco 1
Telefono +39 0 733 908 321 (comune)
e-mail
Proprietà: Comunale
-Museo Pinacoteca d’Arte Sacra Contemporanea

Attualmente inagibile in seguito al sisma del 2016

Un antico palazzo del centro storico, di interesse storico come struttura architettonica, proprietà della parrocchia di San Clemente, è divenuto Museo d’Arte Sacra Contemporanea e Galleria d’Arte.


Aperto su prenotazione al Comune
Ingresso gratuito
Indirizzo Via CS. Francesco
Telefono +39 0 733 908 321 (comune)
e-mail
Proprietà: Comunale
-Palazzo Claudi
Palazzo Claudi

Un antico palazzo, sito nel centro storico del paese, restaurato e riaperto al pubblico nel 2012, divenuto sede marchigiana della Fondazione Claudi e importantissimo centro culturale di Serrapetrona.
Al suo interno sono esposte due mostre:


Serravalle di Chienti

-Museo Paleontologico Archeologico

Il Mu.P.A. è un piccolo museo di montagna, che al suo interno racchiude interessanti scoperte frutto di anni di studi e ricerche locali.


Aperto tutte le domeniche dalle re 10.00 alle ore 13.00
2€ (intero) / 1€ (ridotto)
Indirizzo Corso Giacomo Leopardi, 73
Cellulare339 6372705 - 329 9785199 - 329 6287270
approfondimenti
e-mail

Tolentino

-Museo Archeologico Aristide Gentiloni Silverj

Il museo civico archeologico di Tolentino, istituito nel 1882 con delibera comunale del 30 settembre, è dedicato al suo fondatore il Conte Aristide Gentiloni Silverj (1844-1936) Regio Ispettore degli Scavi e Monumenti per la provincia di Macerata dal 1880.


Da subito finanziato con fondi ministeriali e municipali, negli anni successivi fu incrementato con materiali frutto di ulteriori scavi sul territorio effettuati dal Gentiloni, dalla raccolta sistematica dell'esistente e da donazioni da parte di privati. Il materiale, per la gran parte proveniente dai circa 100 corredi tombali, fu da subito ordinato scrupolosamente e fornito di scientifici Diari di Scavo e di Inventari. I materiali da Tolentino furono inviati nel 1914 alla Esposizione della Archeologia Marchigiana a Milano ed altri hanno incrementato il Museo Archeologico delle Marche in Ancona: è lì conservato dal 1911 il prezioso ciottolo figurato con figura femminile e testa di erbivoro scoperto a Tolentino nel 1884, eccezionale testimonianza da riferire al Paleolitico superiore.
Aprile - Ottobre: ore 9.00 - 13.00 e ore 15.00 - 19.00. Novembre - Marzo: ore 10.00 - 13.00 e ore 15.30 - 18.30.
Castello della Rancia
Telefono +39 0 733 972 937-+39 348 088 398 9. Visite e Pronto Museo: +39 348 088 398 9
approfondimenti
Proprietà: Comunale
-Museo del Santuario

Il Museo contiene una preziosa raccolta di ceramiche di varie epoche (XVI-XIX sec.), provenienti dalle Marche, dall’Abruzzo, dalle officine senesi, umbre e liguri e conserva una raccolta di circa 400 tavolette votive dedicate a San Nicola. Le più antiche risalgono alla fine del ‘400, le più recenti alla fine dell’800. Presente inoltre una notevole collezione di opere d’arte e pregevoli dipinti.


Aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 12.00 nel pomeriggio dalle ore 16.00 alle ore 19.00
Guida specifica e audioguida
Basilica San Nicola
Indirizzo Piazza S. Nicola, 3
Telefono +39 0 733 976 311
Proprietà: Comunale
-Museo dell’Arciconfraternita del SS. Cuore di Gesù

Il Museo contiene materiale di grande valore storico-artistico relativo alla arciconfraternita. Molti i manoscritti, le lampade votive, gli ostensori e circa 3000 immaginette devozionali databili dal ‘600 ad oggi.


Natale e Pasqua aperto dalle ore 9.00 alle ore 12.00 nel pomeriggio dalle oer 16.00 alle ore 19.00 ; su richiesta per altri periodi
Ingresso gratuito
Indirizzo Via G. Corridoni, 15/17/19
Telefono +39 330 419 687
Proprietà: Privata
-Museo della Civiltà Contadina

Il Museo raccoglie attrezzi della cultura contadina della zona di Macerata.


Aperto la domenica dalle ore 10.00 alle ore 12.30 nel pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 18.30; aperto dalle ore 10.00 alle ore 12.30 nel pomeriggio aperto dalle ore 15.30 alle ore 18.30; tutti i giorni (Agosto)
Ingresso
Abbazia di S. Maria di Chiaravalle
Indirizzo C.da Abbadia di Fiastra
Telefono +39 0 733 202 122 (Fondazione) - +39 0 733 202 942 (Informazioni)
Proprietà: Privata
-Museo Internazionale della Caricatura

Il Museo della Caricatura, prima istituzione culturale del genere in Italia e nel mondo, è oggi universalmente riconosciuto come un fondamentale riferimento per gli artisti, i critici, gli studiosi e tutti gli appassionati del settore.


Aprile - Ottobre: ore 9.00 - 13.00 e ore 15.00 - 19.00. Novembre - Marzo: ore 10.00 - 13.00 e ore 15.30 - 18.30.
Palazzo San Gallo
Indirizzo Piazza della Libertà - Palazzo Sangallo
Telefono +39 0 733 972 937-+39 348 088 398 9. Visite e Pronto Museo: +39 348 088 398 9
approfondimenti
e-mail
Proprietà: Comunale
-Museo Presepistico

Costruito con tecnica artigianale marchigiana nella specifica tradizione agostiniana di Tolentino,il presepio si sviluppa su 100 mq di estensione e 25 mt di profondità.


Indirizzo Basilica di San Nicola
Telefono +39 0 733 969 996
-Museo Storico Naturalistico

Aperto la domenica dalle ore 10.00 alle ore 12.30 nel pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 18.30; aperto dalle ore 10.00 alle ore 12.30 nel pomeriggio aperto dalle ore 15.30 alle ore 18.30; tutti i giorni (Agosto)
Ingresso
Abbazia di S. Maria di Chiaravalle
Indirizzo C.da Abbadia di Fiastra
Telefono +39 0 733 202 122 (Fondazione) - +39 0 733 202 942 (Informazioni)
Proprietà: Privata
-Palazzo Parisani Bezzi

Nel centro storico della Città, in via della Pace, si trova il Palazzo Parisani – Bezzi. Ricostruito su di un edificio più antico nel XVII secolo è stato per molti secoli di proprietà della famiglia nobile dei Parisani. L’intero stabile è stato recentemente interessato da un complesso e completo intervento di restauro conservativo e da lavori di ristrutturazione. Infatti sono stati interamente recuperati tutti gli ampi ambienti del piano nobile ed i locali del secondo piano. Palazzo Parisani – Bezzi ospitò diverse personalità ma è divenuto famoso per aver accolto, dal 16 al 19 febbraio del 1797, Napoleone Bonaparte. Il giovane condottiero francese, al termine della Campagna d’Italia, sottoscrisse, nella sala gialla, con i delegati della Santa Sede inviati da Papa Pio VI, il Trattato della Pace di Tolentino. Ancora oggi è possibile visitare le stanze occupate da Napoleone, con i mobili ed i suppellettili dell’epoca. Di particolare rilevanza la piccola sala che conserva le sedie, le consolle, le specchiere ed il piccolo tavolo dove fu sottoscritto e firmato il Trattato di Pace, che reca ancora le macchie di inchiostro del calamaio più volte rovesciato durante le trattative da Napoleone. Ironia della sorte, Palazzo Parisani – Bezzi ha anche ospitato nei primi giorni del maggio 1815 anche il Barone Federico Bianchi, comandante delle truppe austriache, che sconfisse, poche settimane prima di Waterloo, Gioacchino Murat, cognato di Bonaparte, nei pressi del Castello della Rancia, in quella che gli storici ancora oggi chiamano la Battaglia di Tolentino e che viene considerato come il primo scontro combattuto per l’unità d’Italia. Oggi Palazzo Parisani – Bezzi recupera la sua vocazione museale ed a fianco delle Sale Napoleoniche, presenta spazi adeguati ad accogliere mostre, esposizioni ed eventi.


Ospitò diverse personalità ma è divenuto famoso per aver accolto, dal 16 al 19 febbraio del 1797, Napoleone Bonaparte. Il giovane condottiero francese, al termine della Campagna d'Italia, sottoscrisse, nella sala gialla, con i delegati della Santa Sede inviati da Papa Pio VI, il Trattato della Pace di Tolentino. Ancora oggi è possibile visitare le stanze occupate da Napoleone, con i mobili dell'epoca. Di particolare rilevanza la piccola sala che conserva le suppellettili ed il piccolo tavolo dove fu sottoscritto e firmato il Trattato di Pace. Ironia della sorte, Palazzo Parisani - Bezzi ha anche ospitato nei primi giorni del maggio 1815 anche il Barone Federico Bianchi, comandante delle truppe austriache, che sconfisse, poche settimane prima di Waterloo, Gioacchino Murat, in quella che gli storici ancora oggi chiamano la Battaglia di Tolentino e che viene considerato come il primo scontro combattuto per l'unità d'Italia.
Aprile - Ottobre: ore 9.00 - 13.00 e ore 15.00 - 19.00. Novembre - Marzo: ore 10.00 - 13.00 e ore 15.30 - 18.30.
Indirizzo Via della Pace - Palazzo Parisani - Bezzi
Telefono +39 0 733 972 937-+39 348 088 398 9. Visite e Pronto Museo: +39 348 088 398 9
Proprietà: Comunale
-Poltrona Frau Museum

Fondato ed allestito nel 2013 per celebrare i 100 anni dell’azienda, il Museo si espande per una superficie di 1400 mq. Il Poltrona Frau Museum è uno spazio vivo e aperto, disegnato da Michele De Lucchi. Rigorosa architettura industriale ricavata all’interno degli stabilimenti di Poltrona Frau. In esposizione una collezione di arredi, disegni, immagini, materiali mai esposti prima al pubblico. Design ed Intelligenza delle Mani sono i protagonisti dell’allestimento.


Oltre 50 i prodotti esposti tra arredi, sedute per auditorium ed interni di auto, aerei e yacht. 27 i video. Per conoscere una delle aziende protagoniste del design e della cultura dell’eccellenza italiana. Poltrona Frau Museum è aperto al pubblico ed offre visite guidate su prenotazione. Approfondimento e accesso ai documenti storici, fotografie e disegni a disposizione di studiosi, architetti e ricercatori. Possibilità di programmare la visita in azienda per Architetti o Studi di Architettura.
Aperto: dal Martedì al Venerdì dalle ore 15,30 alle ore 19,30 - Sabato dalle ore 09,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,30 alle ore 19,30
Ingresso Gratuito
Visite guidate solo su appuntamento (almeno 24 h di anticipo per la prenotazione sul Indirizzo Via Cristoforo Colombo
Telefono +39 0 733 909 447
approfondimenti
e-mail
-Raccolta Archeologica

Il Museo conserva una raccolta di reperti archeologici provenienti dalla città romana di Urbs Salvia.


Aprile - Ottobre: ore 9.00 - 13.00 e ore 15.00 - 19.00. Novembre - Marzo: ore 10.00 - 13.00 e ore 15.30 - 18.30.
Ingresso
Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle
Indirizzo C.da Abbadia di Fiastra
Telefono +39 0 733 972 937-+39 348 088 398 9. Visite e Pronto Museo: +39 348 088 398 9
Proprietà: Privata

Treia

-Accademia Georgica

(Biblioteca Antica – Archivio Storico)

Sul lato destro di piazza della Repubblica sorge il piccolo ma interessante edificio dell’ accademia Georgica, opera di composta e raffinata eleganza realizzata da Giuseppe Valadier ( XVIII secolo ).

Catalogo della biblioteca http://opac.unimc.it

 


L'attuale sede venne portata a compimento nel febbraio 1840. Prezioso l'Archivio storico Comuale che comprende 1196 pergamene tra cui il rogito a rotolo (12 metri). La Biblioteca è ricca di oltre 15000 volumi. Nel ' 700 l'Accademia si trasforma in un centro di studi agrari, da cui deriva l' appellativo attuale di "georgica". Unica nel suo genere in tutto lo Stato Pontificio. Sede dell' attuale Museo è un palazzo restaurato dal Valadier nel XVIII secolo dove sono ospitati un' antica Biblioteca costituita dagli Accademici e incrementata da donazioni le cui edizioni più rare risalgono al XVI secolo; l' Archivio Storico Comunale che comprende 1196 pergamente le più antiche risalenti al XI secolo; numerosi volumi di Riformanze, importanti documentazioni per la storia medievale della città; bolle pontificie e documenti vari; l' Archivio degli Accademici con documenti sulla storia di Treia, sulle Chiese e i Monumenti della città; la Biblioteca Comunale, collezione di monete romane, monete di epoca moderna, timbri e sigilli; reperti archeologici
Apertura: dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle ore 13.00
Ingresso gratuito
Indirizzo Piazza della Repubblica, 13
Telefono +39 0 733 215 056
approfondimenti
e-mail
Proprietà: Immobili di proprietà Comunale con vincolo di destinazione
-Museo Civico Archeologico

Il Museo Civico Archeologico è allestito presso il Convento di San Francesco. Al suo intermo sono conservati numerosi frammenti scultorei, elementi architettonici ed iscrizioni che testimoniano le diverse fasi evolutive della Trea romana e lo stretto legame con l’Oriente, in particolare con l’Egitto.


Tra i materiali di maggior pregio si ricordano due teste-ritratto, una statua togata acefala e una testina di Mercurio. Di assoluto rilievo la testa del Dio Serapide, appartenente certamente al grande simulacro di culto del Serapaeum treiense. Il Museo si articola in tre stanze: la prima è corredata da una planimetria dell'insediamento romano, da una riproduzione di una pianta topografica degli inizi dell'800 e da pannelli fotografici con informazioni sulla storia e la tipografia di Treia; la seconda è corredata da una mappa del comune di Treia, in epoca romana, con le aree di occupazione e la viabilità; nella terza è conservato il materiale epigrafico e scultoreo con tabelle esplicative. Al Museo archeologico sarà affiancata una sezione con reperti e documenti del "gioco del bracciale".
Aperto sabato, domenica e festivi dalle ore 9.00 alle ore 12 nel pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 19.30
Ingresso
Palazzo Comunale
Indirizzo Piazza della Repubblica
Telefono +39 0 733 218 711 - +39 0 733 218 703 (comune)
Proprietà: Comunale
-Pinacoteca Comunale

La Pinacoteca Comunale è ospitata nella Sala del Consiglio, nella Sala degli Stemmi e negli altri locali che costituiscono il Piano Nobile del Palazzo di Città.


Accoglie una serie di ritratti sette e ottocenteschi degli esponenti più in vista della nobiltà treiese e dipinti di pittori illustri di scuola romana e di scuola veneta quali Pietro Tedeschi (sec. XVIII), Antonio Balestra e Agostino Bonisoli (sec. XVII). La grande tela del Bonisoli che raggiunge la ragguardevoli misure di 6x5 metri, datata 1673, raffigura il martirio dei protomartiri francescani da parte del re del Marocco ed è stata riportata all'originario splendore solo recentemente da un sapiente restauro.L'arredo è costituito da semplici panche ottocentesche con schienale sagomato, due canterani in legno di noce, un fortepiano in stile impero di origine viennese e un divanetto ottocentesco a due sedute.
Indirizzo Piazza della Repubblica, 2
Telefono +39 0 733 215 919
Proprietà: Comunale

Urbisaglia

-Museo Archeologico Statale

Il Museo, situato nel cuore del Paese, è distribuito sui due piani della palazzina che lo ospita e da’ l’opportunità ai suoi visitatori di ammirare alcune delle meraviglie ritrovate nei vari scavi di Urbs Salvia, in particolare quei reperti che fino ad oggi erano stati ospitati dal Museo Archeologico di Ancona.


Fra i materiali recuperati in occasione degli scavi praticati negli anni '50, oltre alle monumentali iscrizioni esposte al piano superiore, ad alcuni capitelli ed altri elementi architettonici in marmo, sono qui presentate alcune antefisse in terracotta dipinta, probabilmente appartenenti alla decorazione esterna dell'Anfiteatro romano, che si aggiungono a quelle rinvenute ultimamente nel Criptoportico del parco archeologico di Urbs Salvia.Il Criptoportico ed il soprastante Tempio, probabilmente dedicato al culto della Salus Augusta, forniscono le varie classi di materiale ceramico esposto nel Museo: i frammenti di vasellame a vernice nera, quelli in terra sigillata italica, le scarse testimonianze della ceramica alto adriatica.Ampia e consistente è invece la campionatura delle lucerne e della comune terracotta. All'interno delle sale del Museo sono ospitati anche quattro mattoni dipinti, ritrovati all'interno del percorso "urbano" dell'Acquedotto romano: i due meglio conservati, restaurati con tecniche aggiornate, presentano le raffigurazioni di una divinità maschile ed una femminile, interpretate come le figure di Giove e Minerva. Nelle sale interne è stata riprodotta fotograficamente in scala la porzione di parete affrescata del Criptoportico finora rimessa in luce, sulla quale spiccano la fascia superiore con i pannelli raffiguranti animali in lotta ed isolati.Straordinario interesse scientifico presentano i due piccoli frammenti dei Fasti Consolari (detti anche Capitolini dal Museo dove si conserva la redazione rinvenuta nel Foro romano) perché sono gli unici incisi su pietra noti fuori di Roma, qui esposti insieme al frammento più grande, dei Fasti Trionfali, rinvenuto nell'agro urbisalviense nei pressi dell' Entogge ed acquistato nel 1922 da G. Moretti.Vengono presentate nella stessa sala le monete meglio conservate provenienti sia dai saggi dell'area del Tempio-Criptoportico, sia dell' Anfiteatro, fra le quali spicca il denario argenteo di F. Carisius, coniato a Roma nel 46 a.C.Trova poi posto una selezione dei tipi più significativi di anfore, ricostruibili dai frammenti di orli e colli, che attestano produzione e commerci della città con località anche assai lontane. Si accede quindi alle sale con alcuni ritratti e sculture rinvenuti nei Teatro, soprattutto in occasione degli scavi praticati da G. Annibaldi, che costituiscono unitamente agli esemplari dei Musei Vaticani e dei Palazzo di Lanciano la più consistente serie statuaria rinvenuta nelle Marche. Con l'auspicio che possano trovare consona collocazione nel Museo, sull'esempio dei pregevoli oggetti già presenti di proprietà dell' Amministrazione Comunale (torso di togato) e della Famiglia Buccolini (mattoni con bollo, ceramiche, base di statua), i due frammenti (l'uno di proprietà privata, l'altro murato nell'abside della chiesa di S. Donato di Montefano) dell'' iscrizione dedicata nel Teatro a C. Fufius Geminus.Si è allestita, con la consulenza di G. Paci, una sezione epigrafica che annovera, oltre ai Fasti, le due monumentali iscrizioni dell' Anfiteatro che forniscono numerose interessanti indicazioni: il personaggio, Lucius Flavius Silva Nonius Bassus che fece costruire il monumento; il numero di spettatori che poteva accogliere, 5150; la data dell'inaugurazione, con sontuosi giochi, dopo l'81 d.C., le cariche ricoperte e, grazie alle notizie dello storico antico Flavio Giuseppe, le gesta da lui compiute a capo della ventunesima legione Rapax che culminarono nella conquista della celebre roccaforte di Masada in Palestina.
Aperto il lunedì, martedì, domenica e festivi dalle ore 8.30 alle ore 13.30; il mercoledì, giovedì, venerdì, sabato dalle ore 8.30 alle ore 19.30 Chiuso Natale e 1
Ingresso gratuito
Indirizzo Trav. Piccinini
Telefono +39 0 733 501 07
Proprietà: Statale
-Museo delle Armi e delle Uniformi Militari

ll museo delle armi, raccoglie cimeli e reperti che abbracciano un arco di tempo dal Risorgimento alla II Guerra Mondiale.


Folkloristicamente conosciuto come "il Sacrario", il Museo delle Armi e delle Uniformi Militari occupa in realtà un sito prestigioso essendo ospitato dalla Chiesa di San Biagio, struttura posta appena al di fuori della Cinta muraria e da sempre, per i paesani, ipotetico anello di congiunzione tra i ruderi di Urbs Salvia e la Città contemporanea.Dagli Annales Camaldulenses risulta che la Chiesa di San Biagio era alle dipendenze dell'Abbazia di Fonte Avellana sin dal 1195. Infatti, in quell'anno, i monaci stesero un atto per mezzo di Ugolino, notaio di Urbisaglia, riguardante sia la Chiesa di San Biagio di Urbisaglia che una di Sant'Angelo in Montalliano. Da allora, sia Papi che imperatori, nel concedere privilegi a Fonte Avellana, la nominarono sempre tra le Chiese dipendenti dall'Abbazia. Nel 1572 fu sottoposta dal Papa Gregorio XIII alle dipendenze di Santa Maria degli Angeli di Pesaro.Nel 1663, era in condizioni tanto degradate che il Vescovo di Macerata, durante la sua visita pastorale, ne ordinò la demolizione, ingiungendo di innalzare in sua vece una croce e di utilizzare i materiali edili per i restauri della Chiesa di San Giorgio, in cui furono trasferiti gli oneri e la festa del Santo. Ma i Gesuiti, succeduti nella proprietà nel 1771, la riedificarono totalmente nella sua attuale forma architettonica.Nell'Ottocento fu più volte requisita dal Comune ed attrezzata come lazzaretto durante le varie epidemie del colera.Nell'ultimo dopoguerra, la sezione locale dei Combattenti e Reduci, con in testa il suo presidente Ivo Buccolini, diede vita alla costruzione del Sacrario dei Caduti. Nella Chiesa di San Biagio, che fu ricevuta in dono per lo scopo dall'Amm.ne Giustiniani Bandini, fu costruito un ampio giardino circondato da una recinzione che ne delimita il luogo. In seguito fu donato all'Amm.ne Comunale di Urbisaglia affinché rappresentasse il ricordo dei Caduti urbisagliesi che, numerosi, si immolarono alla Patria. In seguito, negli ultimi anni, si decise di istituire in questo luogo sacro un Museo permanente formato da tutta una serie di oggetti bellici (armi ed utensili riportati in Paese dai familiari dei nostri compaesani morti sul fronte) che, insieme a numerose uniformi militari, costituiscono un fervido ricordo di una delle pagine più drammatiche, ma sicuramente fondamentali, della storia dell'Italia moderna.
Orario visite guidate
Indirizzo Via del Sacrario (Chiesa di San Biagio)
Telefono +39 0 733 506 566 (pro loco)
Proprietà: Comunale

Ussita

-Raccolta Comunale

Indirizzo Piazza XXI Febbraio
Telefono +39 0 737 991 24
Proprietà: Comunale

Valfornace

-Museo “R. Campelli”

Il Museo comprende oggetti di varia natura (xilografie, forte piano, incisioni, statue,dipinti) tutti provenienti dal territorio circostante a testimonianza del piccolo insediamento nell’alta valle del Fornace dal IV sec. a.C. al XIV sec.


Il Museo fondato nel 1936 da Mons. Raffaele Campelli, che aveva utilizzato per la conservazione, e l'esposizione del materiale, l'antica torre, venne spostato nel 1972 in un locale della confraternita del Rosario adiacente alla chiesa. Attualmente ha sede presso il Palazzo Municipale. Il Museo comprende oggetti di varia natura, tutti provenienti dal territorio circostante a testimonianza del piccolo insediamento nell'alta valle del Fornace dal IV sec. a.C. al XIV sec. All'interno sono contenuti cimeli romani e preromani, lapidi romane alto mediovali, monete di varie epoche e provenienza, iscrizioni di Fiordimonte (Picena o Umbra), opere di Cola di Pietro, anonimo umbro, Venanzio da Camerino, Simone e Giovan Francesco De Magistris.
Aperto dalle ore 8.00 alle ore 14.00 - Chiuso Domenica.
Ingresso gratuito
Indirizzo Piazza Vittorio Veneto, 90 - Palazzo Comunale
Telefono +39 0 737 441 26 (comune)
Proprietà: Comunale e privata
-Pievebovigliana Museo

All’interno del palazzo municipale, disposto su due piani, si trova il ‘Pievebovigliana Museo’, che ripercorre, nelle sue diverse espressioni, l’intera storia sociale ed artistica del territorio comunale, dall’età preistorica ad oggi.


Esso è composto dal Museo Archeologico 'Valerio Cianfarani', dal Museo Civico 'Raffaele Campelli', dal Museo Storico del Territorio, dalla Collezione di xilografie di Maria Ciccotti e dalla Raccolta Gino Marotta. Il Museo archeologico raccoglie i reperti ritrovati nel territorio comunale. Tra le opere più importanti del Museo civico, fondato nel 1936, è da segnalare una Madonna di Loreto con Santi di Simone De Magistris. Nel Museo Storico del Territorio si ricostruisce la storia economica e sociale del territorio. Una sezione particolare è dedicata alla storia aziendale della distilleria Varnelli. Nella Collezione di Maria Cicciotti viene esposta l'intera produzione di xilografie (ex libris ed illustrazioni per libri), con i legnetti originali e relativi strumenti di lavoro, di questa importante artista di Pievebovigliana. La Raccolta Gino Marotta, invece, si trova all'interno dalla Sala Consiliare da lui progettata, dove è collocato anche il fortepiano appartenuto al grande compositore marchigiano Filippo Marchetti.
Aperto dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle ore 14.00. Apertura pomeridiana e nei giorni festivi su prenotazione
Ingresso gratuito
Indirizzo Piazza Vittorio Veneto, 90
Telefono +39 0 737 441 26 - 440 26 - Fax +39 0 737 440 98

Visso

-Museo Civico Diocesano e dei manoscritti di Giacomo Leopardi

Allestito all’ interno della trecentesca chiesa di S. Agostino e in alcuni dei locali del coevo convento ad essa adiacente, entrambi demaniati nel 1860, il Museo Civico Diocesano di Visso, inaugurato nell’ attuale allestimento nel luglio del 2004, presenta una ricca collezione di opere, testimonianze tangibili della storia civile e religiosa di un intero territorio.


Agli splendidi esempi di scultura lignea, si affiancano numerosi dipinti su tela e alcune tra le più significative opere di Paolo da Visso, pittore locale del ' 400, e della famiglia degli Angelucci, originari di Mevale frazione di Visso, che proprio nella loro terra d' origine fondarono nel corso del ' 500 una scuola di pittura e di intaglio del legno. Un nucleo cospicuo della raccolta è costituito dalle oreficerie, con oggetti di arredo sacro, ex voto, croci provenienti, nella maggior parte, dal tesoro del Santuario di Macereto e da quello della Collegiata di S. Maria. I preziosi manoscritti autografi di Giacomo Leopardi, acquistati nel 1869 da Giovanni Battista Gaola Antinori, sindaco di Visso, per la somma di £ 400 e poi donati al comune, sono invece conservati nella sala della ex sacrestia. Il corpus comprende sei Idilli (tra cui una delle due uniche copie esistenti de L ' Infinito ), i cinque Sonetti scritti in persona di Ser Pecora fiorentino Beccaio, l' Epistola a Carlo Pepoli, la Prefazione alla seconda edizione delle rime del Petrarca e alcune lettere, quattordici in tutto, scritte tra il 1825 e il 1831 e indirizzate agli editori Stella.

ORARIO MUSEO:
Tutto l’anno
aperto sabato e prefestivi dalle 15.30 alle 18.30,
domenica e festivi dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30.

Dal 15 luglio al 31 agosto
aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30 - Lunedì chiuso.

Al di fuori di tali orari è sempre possibile richiedere la visita guidata del Museo contattando il numero telefonico +39 0 737 9271

Indirizzo Piazza Martiri Vissani presso il complesso di Sant'Agostino
Telefono +39 0 737 9271
e-mail
Proprietà: Comunale